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Manovra da 23,5 miliardi: pochi effetti sul Pil, il debito non arretra e i vincoli europei lasciano margini stretti | L’analisi

L’ultima legge di bilancio della legislatura nasce sotto il segno della prudenza e rischia di deludere le attese della maggioranza, anche in vista delle elezioni.

È la lettura che emerge dall’analisi firmata da Dino Pesole su Il Sole 24 Ore, che esamina l’impianto della manovra alla luce del Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles.

Una manovra stretta dai vincoli europei

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, l’entità complessiva dell’intervento si attesta a 23,5 miliardi: una cifra per molti versi obbligata, considerati gli spazi ristretti per le coperture imposti dalle regole di bilancio europee.

L’impatto sulla crescita, come già anticipato dal Documento programmatico di finanza pubblica, sarà modesto: appena 0,2 punti di Pil nel 2027, sufficienti a portare la stima di crescita allo 0,8%, contro lo 0,6% previsto a legislazione vigente.

Le previsioni ad alto rischio

Il quotidiano economico sottolinea però che si tratta di una previsione esposta a forti rischi.

Il Rapporto previsionale del Centro studi di Confindustria, a fronte dell’1% di crescita atteso per quest’anno, in linea con le stime del Governo e sostenuto soprattutto dal Pnrr, indica per il 2027 un incremento non superiore allo 0,6%.

A pesare sono l’aumento del costo dell’energia e l’indebolimento della domanda interna.

Restano concreti, osserva Il Sole 24 Ore, i rischi di un’ulteriore revisione al ribasso, se non dovessero tornare alla normalità i flussi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz e quello di Bab el Mandeb.

La Banca d’Italia, nelle sue ultime Proiezioni macroeconomiche, arriva a ipotizzare che, rispetto allo scenario base di una crescita dello 0,7% nel 2027, il Pil potrebbe scivolare a -0,3% in presenza di uno scenario avverso.

La linea Giorgetti

In un contesto dominato dall’incertezza, almeno per ora, e in attesa dell’esame parlamentare, prevale la prudenza più volte ribadita dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

L’intero disegno di legge di bilancio, che sarà a breve approvato dal Governo, poggia su un’ipotesi di crescita dell’1% quest’anno e dello 0,8% nel 2027.

Deficit e debito sotto osservazione

Se il Pil dovesse contrarsi ulteriormente, avverte Il Sole 24 Ore, sarebbero a rischio sia l’obiettivo di un deficit al 2,9% sia la traiettoria del debito, indicato al 138,5% nel 2027, in aumento rispetto al 138,1% di quest’anno, e al 137,9% nel 2028.

La strettoia è imposta dalla necessità di mantenere il deficit sotto la soglia del 3% del Pil.

Un obiettivo cruciale per non compromettere il ricorso alla flessibilità già autorizzata dal Parlamento con lo scostamento di bilancio, pari a 28,8 miliardi nel biennio, e per consentire a Bruxelles di decretare in primavera l’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo.

La partita della flessibilità e il nodo Irpef

È ancora aperta la trattativa con la Commissione europea per ottenere ulteriore flessibilità attraverso la clausola di salvaguardia dell’energia, da utilizzare anche per aiuti diretti a famiglie e imprese.

Dall’esito di questo negoziato, spiega il quotidiano, dipende la possibilità di inserire in corso d’opera la misura bandiera della maggioranza, per ora non contemplata: un nuovo intervento sull’Irpef.

Se si scegliesse di estendere l’aliquota del 33% ai redditi compresi tra 28mila e 60mila euro, il costo si aggirerebbe intorno ai 2,7 miliardi.

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