Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ha partecipato agli Stati Generali della Ripartenza 2025 “Insieme per far crescere l’Italia”, organizzati a Bologna dal 27 al 29 novembre 2025 dall’Osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”.
Il suo intervento si è tenuto nel panel “L’industria alimentare: un fiore all’occhiello da tutelare“, moderato dal giornalista Luca Telese.
Ecco l’intervista rilasciata prima di partecipare all’evento.
Presidente, si è parlato oggi delle eccellenze agroalimentari d’Italia e il parmigiano reggiano sicuramente è una di queste.
Sì, il parmigiano reggiano è uno degli emblemi dell’Italia e del saper fare italiano. Il parmigiano reggiano sta vivendo un momento straordinario perché il mondo vuole mangiare cibo italiano di qualità, non solo.
Il mondo vuole venire a visitare i luoghi dove prodotti come il parmigiano reggiano vengono fatti. Oggi un turista straniero, ogni tre, decide l’itinerario in Italia in funzione dell’enogastronomia. Questo ci dà una grande opportunità, ma ci apre ovviamente anche a responsabilità.
Una di queste è che sui territori bisogna poter arrivare, quindi è un tema anche di infrastrutture. Bisogna potersi spostare, la mobilità, bisogna poter alloggiare gli alberghi, però è una grande opportunità per il Paese.
In tutto questo momento di grande opportunità, qual è la grande minaccia? Che noi corriamo il rischio di non fare più prodotti come il parmigiano reggiano, non perché non si fa più il latte, ma perché poche persone vogliono fare questi mestieri.
Questo è un problema di tutta la manifattura italiana, perché chi è che vuole lavorare il cuoio, la carne, il vetro? È questo, insomma, come dire, da un lato il pro, la grande opportunità, la grande bellezza, dall’altro è necessario che ci sia la consapevolezza da parte dei nostri giovani che prodotti come il parmigiano reggiano sono un grande patrimonio del Paese, l’astralogo del Colosseo, della Cappella Sistina, e lavorare in queste filiere è un lavoro estremamente nobile e gratificante.
Quindi c’è bisogno anche di tutelarlo, sia sul suolo nazionale, promuovendo l’occupazione, ma anche all’estero dove c’è un grande fenomeno, purtroppo, di copiare gli ingredienti, copiare il marchio. Quando c’è domanda c’è anche qualcuno che copia l’offerta originale, c’è il tema dell’Italian Sounding e il parmigiano reggiano è probabilmente il prodotto più copiato e blasonato nel sounding, sì, è un vero grande tema.
L’Unione Europea, da questo punto di vista, spinta tanto dal governo italiano, lavora perché negli accordi di libero scambio tra i Paesi ci sia sempre un capitolo, un cassettino dove la tutela delle denominazioni viene affrontato. Però non basta, perché ci sono tanti Paesi dove purtroppo non si riesce neanche a sedersi intorno a un tavolo per ragionare, di fare chiarezza, per tutelare il cittadino del Paese d’origine, che è la vera vittima di tutta la questione, perché uno che compra un prodotto che pensa originale e in realtà è un qualcosa che vuole ricordare l’originale, la vera vittima è chi fa quell’esperienza non positiva all’acquisto.
Quindi cosa fare? Intanto tenere sempre molto alta l’attenzione e servono a questo punto, se non c’è la tutela, le risorse per poter andare in quei Paesi e fare una potente attività di comunicazione, nel nostro caso far capire, ad esempio, agli americani che il parmesan con la bandierina italiana nella foto del Colosseo non è il Parmigiano Reggiano.
Ecco allora perché anche da questo punto di vista il sostegno pubblico diventa importante per dare una mano a prodotti che sono molto di più, nel nostro caso un pezzo di formaggio, ma sono un vero ambasciatore dell’Italia e del mondo.
E da questo punto di vista occorre muoversi come sistema Paese, quindi non possono solo le imprese intervenire o solo le istituzioni e per questo gli Stati Generali della Ripartenza offrono questo modello che è basato sul dialogo e sul confronto. Quanto è importante sia per la tutela che per la crescita?
Questo think tank è veramente straordinario perché riuscire in tre giorni a incontrare, a mettersi virtualmente attorno a un tavolo per poter ragionare di questi temi è un’opportunità veramente straordinaria.
Si torna a casa con una consapevolezza molto diversa rispetto a quando si è arrivati e è veramente un grandissimo progetto, quindi insomma complimenti a tutti gli organizzatori.








