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Usa, il voto di midterm: può trasformare Trump in un’anatra zoppa | L’analisi di Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina

Dopo due anni di Trump, conto salato per benzina e alimentari. Inflazione in crescita e debito pubblico record. I democratici avanti nei sondaggi: ecco come può essere limitato il presidente.

Il 3 novembre gli Stati Uniti tornano alle urne per le elezioni di metà mandato, e per Donald Trump sarà il primo vero giudizio popolare dopo quasi due anni di scelte politiche spericolate, conflitto di interessi permanente, affari mescolati alla politica internazionale.

Lo raccontano Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina nel Dataroom del Corriere della Sera, partendo da un dato: il consenso verso il presidente.

Secondo la media di RealClearPolitics citata dal Corriere della Sera, a gennaio 2025 Trump godeva del 50,5% di approvazione; oggi è sceso al 37,8%.

Nel novembre 2024 era stato eletto con il 49,8% del voto popolare.

Come funzionano le elezioni Gli americani rinnoveranno per intero la Camera dei Rappresentanti, 435 deputati, e un terzo del Senato, 35 seggi su 100.

Storicamente il voto di midterm punisce il partito del presidente: accadde a Bill Clinton nel 1994, a George W.

Bush nel 2006, a Barack Obama nel 2010, allo stesso Trump nel 2018 e a Joe Biden nel 2022.

Alla Camera i repubblicani dispongono oggi di una maggioranza risicatissima: 218 seggi contro 214 dei democratici, con un indipendente e due seggi vacanti.

Al Senato i repubblicani hanno 53 seggi, i democratici 47.

Se il presidente perde il controllo del Congresso, diventa una “anatra zoppa”.

Dove si decide la partita Ogni Stato può ridisegnare i distretti elettorali per la Camera, concentrando gli elettori avversari per diluirne il peso: è il cosiddetto gerrymandering.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, tra il 2025 e il 2026 la tecnica è stata usata in otto Stati a guida repubblicana (Texas, Florida, North Carolina, Missouri, Ohio, Tennessee, Alabama e Louisiana) e in due democratici (California e Utah).

Il risultato: i repubblicani potrebbero guadagnare fino a 16 seggi e i democratici 6.

Ma i sondaggi indicano un vantaggio democratico di circa 8,3 punti a livello nazionale.

Al Senato sono cinque i seggi in bilico finora occupati dai repubblicani: Alaska, Iowa, Maine, Ohio e Texas.

I numeri a confronto Il presidente sostiene che il Paese non è mai stato così ricco e forte.

I dati raccolti dal Dataroom raccontano altro.

L’inflazione è salita dal 2,7% al 3,4%.

Il debito pubblico è passato da 35.900 a 40.200 miliardi di dollari.

Gli immigrati irregolari sono scesi da 15,8 a 13,5 milioni.

La disoccupazione è rimasta ferma al 4,2%, mentre la crescita del Pil è scesa dal 2,8% a una stima del 2,3%.

Il conto più salato, però, gli americani lo pagano al distributore e al supermercato.

Un gallone di benzina costava 3,04 dollari e oggi ne costa 4,41; una dozzina di uova è passata da 3,65 a 2,2 dollari, ma la carne macinata, il caffè e le bollette elettriche sono cresciuti sensibilmente, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics riportati dal Corriere della Sera.

I dazi e le guerre La bandiera della politica economica trumpiana sono i dazi.

Ma la Corte Suprema ha stabilito che il presidente non poteva imporli usando la legge sulle emergenze economiche: andranno quindi restituiti circa 166 miliardi di dollari versati dagli importatori.

Sul fronte internazionale, Trump rivendica di aver chiuso otto guerre, ma il bilancio è controverso: l’invasione russa dell’Ucraina non è finita nonostante le promesse, a Gaza gli attacchi israeliani continuano, e si è aperto un nuovo fronte con l’Iran.

I limiti di una maggioranza risicata Per Trump si prospetta una sconfitta molto probabile alla Camera e possibile al Senato.

Con la Camera, i democratici potrebbero bloccare le spese e i tagli delle tasse proposti dalla Casa Bianca.

Se conquistassero anche il Senato, avrebbero in mano le conferme di giudici federali, ministri e ambasciatori.

Il presidente conserva il diritto di veto, superabile solo con una maggioranza di due terzi in entrambi i rami del Congresso, soglia che i democratici non raggiungerebbero.

Resta l’ipotesi dell’impeachment, ma la condanna richiede i due terzi del Senato.

Che cosa può fare un’anatra zoppa Trump ha già dimostrato nel primo mandato di poter aggirare il Congresso con un numero record di ordini esecutivi.

Questi provvedimenti, però, possono essere contestati dai tribunali federali e revocati dal successore.

In caso di sconfitta, conclude il Corriere della Sera, il presidente sarebbe costretto a negoziare con gli avversari i provvedimenti indispensabili al funzionamento dello Stato, a cominciare dalla legge di bilancio.

Senza accordi, gli Stati Uniti rischiano uno stallo politico che potrebbe durare fino alle presidenziali.

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