Il presidente rischia di danneggiare l’Ucraina pur di frenare i prezzi gonfiati dalla sua stessa guerra. Dopo non aver previsto l’impatto della sua “piccola escursione” in Iran, il leader americano cerca ora una soluzione rapida da Putin.
Secondo il Financial Times, Donald Trump ha toccato nuovi minimi nei suoi tentativi di placare gli elettori in vista delle elezioni di metà mandato del mese prossimo.
Con le famiglie americane alle prese con prezzi record del gasolio, conseguenza quasi interamente della guerra mal concepita del presidente contro l’Iran, la sua amministrazione si è lanciata in giorni di contorsioni diplomatiche alla ricerca di una soluzione di comodo che indebolisce l’Ucraina nella sua lotta contro la Russia di Vladimir Putin.
Venerdì Trump ha annunciato un accordo con Putin per immettere forniture di diesel russo sui mercati globali, compromettendo le sanzioni internazionali pensate per privare Mosca delle entrate che finanziano l’invasione illegale dell’Ucraina.
Nel fine settimana, funzionari statunitensi hanno fatto pressione su Kiev affinché sospendesse gli attacchi contro le raffinerie russe e hanno spinto le capitali europee a fare altrettanto con il loro alleato.
Come riportato dal Financial Times, i funzionari hanno accompagnato la richiesta con la minaccia di interrompere la condivisione di intelligence con l’Ucraina e il suo accesso alle armi americane fornite attraverso un programma gestito dalla Nato.
Per completare il quadro, domenica Trump ha dichiarato sul suo social Truth Social che Ucraina e Russia avevano concordato un “cessate il fuoco energetico”.
Nessuna delle due parti ha confermato l’intesa.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che droni e missili russi hanno continuato a colpire durante la notte le infrastrutture elettriche e del gas ucraine. “Putin non legge Truth Social”, ha commentato Zelensky con ironia.
Nel piano di Trump c’è molto da deplorare, osserva il quotidiano londinese.
Innanzitutto, indebolisce la posizione di Kiev.
Un cessate il fuoco energetico completo potrebbe offrire all’Ucraina un sollievo prezioso dagli attacchi alla rete elettrica in vista dell’inverno.
Ma la proposta attuale sarebbe limitata alle raffinerie di petrolio, a vantaggio di Mosca, che ha molti più impianti da proteggere, privando al contempo l’Ucraina di una leva importante.
Inoltre, come ha avvertito l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, non c’è alcuna garanzia che Putin rispetti un eventuale accordo.
E se Washington desse seguito alle minacce di ritirare il sostegno a Kiev, le difese e la posizione negoziale ucraine ne uscirebbero ulteriormente indebolite.
L’ipocrisia è altrettanto evidente.
Dopo aver criticato duramente India e Cina per l’acquisto di petrolio russo e averle minacciate di sanzioni, Trump cerca ora di facilitare lui stesso le esportazioni di diesel russo.
Una scelta che mina la credibilità degli sforzi occidentali per isolare Putin e rende più difficile convincere altri Paesi a sostenerne i costi economici.
Principi a parte, secondo il Financial Times il piano non porterà neppure un grande sollievo.
I prezzi del diesel negli Stati Uniti restano elevati, mentre le forniture russe aggiuntive sarebbero modeste: se Mosca esportasse il mezzo milione di tonnellate promesso per il mese prossimo, si tratterebbe di meno del 4% della domanda globale.
Gli analisti segnalano inoltre carenze di carburante sul mercato interno russo e danni alle raffinerie che potrebbero limitare le esportazioni, mentre un sollievo duraturo dipenderebbe da un cessate il fuoco effettivamente rispettato.
L’accordo incontra opposizione anche in patria: tra chi chiede a Trump di fare marcia indietro figurano senatori repubblicani, secondo cui l’intesa violerebbe il divieto statunitense del 2022 sulle importazioni di energia russa.
Qualunque sarà l’esito, conclude il Financial Times, la vicenda sottolinea la necessità per l’Europa di rafforzare le proprie difese, ridurre la dipendenza da Washington e mantenere ferme le sanzioni contro la Russia.
Non avendo previsto l’impatto della sua “piccola escursione” in Iran sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, Trump cerca ora affannosamente una soluzione rapida da Putin, apparentemente senza considerare le conseguenze per l’Ucraina.
È l’ennesimo esempio di un processo decisionale miope e caotico, che rischia di causare danni duraturi in cambio di ben pochi vantaggi.








