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L’italiano Carlo Comporti, nuovo presidente dell’Esma: i tre motivi di una svolta per i mercati finanziari europei | Il commento di Francesco Giavazzi

La nomina dell’attuale commissario Consob alla guida dell’autorità europea dei mercati finanziari segna una svolta. Ma il segnale più forte è la direzione indicata: un’Esma sempre più simile alla Bce dei mercati.

La decisione del Consiglio europeo di scegliere Carlo Comporti, attualmente commissario Consob, come nuovo presidente dell’Esma, l’autorità che vigilerà sui mercati finanziari europei, è una buona notizia per almeno tre motivi.

È la tesi sostenuta dall’economista Francesco Giavazzi in un commento pubblicato sul Corriere della Sera.

Il primo motivo riguarda il consenso raccolto: Comporti era il candidato proposto dalla maggioranza dei Paesi membri dell’Esma, che volevano un presidente forte, capace di far compiere un salto di qualità a un’istituzione finora considerata un po’ grigia.

Il secondo riguarda gli ostacoli superati.

C’era anzitutto l’opposizione della Germania: avendo chiesto che la Borsa tedesca rimanesse fuori dall’Esma, almeno per alcuni anni, Berlino non poteva proporre un proprio candidato e sosteneva così una funzionaria di secondo piano del governo danese, nella convinzione di poter esercitare la propria influenza su un presidente debole.

Contrari erano anche alcuni piccoli Paesi, come Malta, Lussemburgo e Irlanda, i cui mercati finanziari prosperano grazie a regole locali spesso diverse da quelle in vigore nel resto dell’Unione.

Ma soprattutto, osserva Giavazzi, pesava l’opposizione delle varie Consob nazionali, preoccupate da un presidente che diceva apertamente che l’Esma doveva trasformarsi nella Bce dei mercati finanziari, adottando una struttura e poteri analoghi a quelli dell’istituzione di Francoforte.

Il terzo motivo, forse il più rilevante, va oltre la persona.

La vera buona notizia, secondo l’economista, non è solo la scelta di Comporti, ma l’indicazione che l’Esma dovrà trasformarsi proprio nella direzione auspicata dal nuovo presidente.

In un momento di grande debolezza dell’Europa, si tratta di un segnale inatteso, che riporta un po’ di fiducia nelle istituzioni europee.

Giavazzi sottolinea inoltre che Comporti non era il candidato inizialmente preferito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale va riconosciuto il merito di aver fatto prevalere le qualità della persona su altre considerazioni.

La nomina si inserisce in una fase densa di passaggi per l’integrazione economica europea.

A gennaio partirà la sperimentazione del cosiddetto 28° regime e, sempre nel 2027, muoverà i primi passi l’euro digitale.

Potrebbe inoltre chiudersi la più grande fusione tra due grandi banche, una italiana e l’altra tedesca.

Colpisce, conclude Giavazzi sul Corriere della Sera, che mentre l’Europa politica tende continuamente a dividersi, quella economica sembri continuare a marciare.

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