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Molise e Basilicata perdono giovani e popolazione | Lo scenario dello spopolamento nelle aree interne del Sud

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Il calo della popolazione giovanile continua a ridisegnare il futuro del Molise e della Basilicata, due territori nei quali lo spopolamento si intreccia con l’emigrazione, l’invecchiamento e la difficoltà di costruire opportunità durature nelle comunità locali.

I dati più recenti collocano il Molise tra le regioni italiane che hanno perso la quota maggiore di giovani negli ultimi dieci anni. Parallelamente, in Basilicata cresce l’allarme per l’aumento degli iscritti all’Aire e per il progressivo svuotamento dei piccoli centri.

Il Molise ha perso quasi 11 mila giovani in dieci anni

Tra il 2015 e il 2025 la popolazione del Molise compresa tra i 15 e i 34 anni è diminuita di 10.648 unità, con una flessione pari al 15,5%.

Il dato emerge da una rilevazione della Cgia, elaborata su dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2025. La percentuale colloca il Molise al quarto posto in Italia per riduzione della popolazione giovanile.

Soltanto la Calabria, con un calo del 18%, la Sardegna, con il 17,2%, e la Basilicata, con il 16,6%, registrano una diminuzione più marcata.

La distanza rispetto alla media nazionale appare significativa. Nell’intero territorio italiano, infatti, la popolazione tra i 15 e i 34 anni è diminuita nello stesso periodo del 4,3%.

Isernia è la terza provincia italiana per calo dei giovani

Il quadro più critico riguarda la provincia di Isernia, che in dieci anni ha perso 4.018 giovani, pari al 20,8% della popolazione compresa nella fascia tra i 15 e i 34 anni.

Questo risultato colloca Isernia al terzo posto nella graduatoria nazionale delle province che hanno subito il maggiore decremento della popolazione giovanile.

Peggio hanno fatto soltanto il Sud Sardegna, con una riduzione del 24%, e Oristano, con un calo del 22,7%.

Anche la provincia di Campobasso registra una contrazione significativa. I giovani sono diminuiti di 6.630 unità, pari al 13,5%, un valore che colloca la provincia al ventiseiesimo posto nella graduatoria nazionale.

L’invecchiamento riduce il futuro demografico del Molise

Il calo della popolazione tra i 15 e i 34 anni conferma il progressivo invecchiamento del Molise.

La regione non perde soltanto residenti, ma vede ridursi proprio la fascia anagrafica dalla quale dipendono il futuro del mercato del lavoro, la formazione di nuove famiglie e la capacità di garantire continuità alle comunità locali.

La diminuzione dei giovani assume quindi un peso che supera il dato demografico. Il fenomeno riguarda la tenuta sociale ed economica di un territorio nel quale il ricambio generazionale diventa sempre più difficile.

Anche la Basilicata affronta lo spopolamento

Una situazione analoga interessa la Basilicata, dove il calo demografico e la partenza dei giovani verso l’estero alimentano la progressiva riduzione della popolazione residente.

A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Luigi Scaglione, presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo e coordinatore delle Consulte regionali per l’emigrazione in Italia, che propone l’istituzione di una Consulta regionale autonoma e organizzata e di un Osservatorio dedicato ai giovani.

«Occorre rafforzare le opportunità di sviluppo delle comunità locali e rinsaldare la grande rete dei lucani nel mondo, oggi a forte rischio», ha dichiarato Scaglione.

L’obiettivo indicato consiste nell’approfondire le ragioni che spingono le persone a partire e nel rendere la Basilicata più attrattiva non soltanto come destinazione turistica, ma anche come territorio nel quale costruire un percorso professionale e una famiglia.

La rete dei lucani nel mondo e il problema dei rientri

Secondo Scaglione, la situazione attuale riflette anche le difficoltà del sistema regionale dedicato agli emigrati.

«Assistiamo a una crisi del sistema regionale rivolto agli emigrati, frutto di sciatteria e disinteresse; giovani che vanno all’estero perché le condizioni di vita sono più appetibili; nuove norme che restringono il riconoscimento della cittadinanza e non alimentano più i rientri nei piccoli centri che si svuotano», ha spiegato.

Il dato sugli iscritti all’Aire conferma la dimensione del fenomeno. Negli ultimi due anni il loro numero è aumentato di oltre 11 mila unità, raggiungendo quota 152 mila al 1° gennaio 2025, a fronte di circa 530 mila residenti.

Aree interne tra attrattività e carenza di servizi

Nel caso della Basilicata, lo spopolamento si lega direttamente alla condizione delle aree interne.

La volontà di attrarre nuovi residenti e favorire i rientri si confronta infatti con la carenza di servizi, che continua a limitare la capacità dei piccoli centri di offrire condizioni di vita competitive.

Il problema riguarda quindi anche la narrazione di questi territori. Rendere le aree interne più attrattive richiede però opportunità professionali, servizi e condizioni che permettano alle persone di restare oppure di tornare.

I dati di Molise e Basilicata mostrano così due aspetti dello stesso fenomeno. Da una parte diminuisce rapidamente la popolazione giovanile residente. Dall’altra cresce il numero di persone che costruiscono altrove il proprio futuro, mentre le comunità locali diventano più anziane e meno numerose.

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