Il calo demografico come nodo centrale per il lavoro
Il calo demografico è destinato a diventare uno dei principali fattori di pressione sul mercato del lavoro. A lanciare l’allarme è Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali, intervenuto a Roma in occasione della presentazione del XXIV rapporto annuale Inps alle imprese.
«Credo che la cosa più preoccupante sia il calo demografico, la proiezione del calo demografico sugli effetti che avrà sul lavoro», ha detto Marchesini, indicando la questione come prioritaria nel quadro delle trasformazioni economiche e sociali.
Le fragilità strutturali evidenziate dal rapporto Inps
Secondo Marchesini, dai dati Inps emerge un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato c’è «un segnale netto di rafforzamento del lavoro, soprattutto del lavoro stabile». Dall’altro, però, si registra «un’evidenziazione di fragilità strutturali estremamente preoccupanti».
In questo contesto, il calo demografico resta la criticità più rilevante, ma si accompagna anche ad altri elementi che incidono sul sistema occupazionale e produttivo.
Contratti, costo del lavoro e confronto con i sindacati
Marchesini ha richiamato anche il tema della «frammentazione contrattuale e il costo del lavoro nelle varie declinazioni». Si tratta di aspetti che, insieme alla demografia, condizionano la tenuta complessiva del mercato.
Un altro punto riguarda il recupero dei salari. Marchesini ha spiegato che il rapporto evidenzia un recupero della «mediana sul netto», soprattutto nelle fasce più basse. Tuttavia, ha aggiunto: «È una discussione che abbiamo abbastanza spesso coi sindacati e soprattutto con un certo sindacato che non riconosce questo recupero».
Sugli aumenti salariali, Marchesini ha sottolineato: «Noi i compiti a casa li abbiamo fatti».
La necessità di interventi strutturali e continuità
Il vicepresidente di Confindustria ha insistito sul fatto che le difficoltà attuali non possono essere affrontate con misure temporanee.
«Questi tipi di difficoltà vanno affrontati in maniera strutturale, in maniera continuativa e non possono certo essere affrontati con degli interventi spot», ha affermato, richiamando una visione di lungo periodo.
Per Marchesini, serve anche una consapevolezza condivisa con le parti sociali: «Questi tipi di problemi vanno affrontati insieme».
Produttività come questione di base per il Paese
Accanto al calo demografico, Marchesini ha indicato nella produttività un altro tema decisivo.
«Bisogna mettere in rapporto la produttività con la tenuta del sistema», ha spiegato, definendo la produttività come «il vero problema di base che ha questo Paese».
E ha aggiunto: «Noi dobbiamo avere l’ossessione di aumentare la produttività», considerandola il punto di partenza per il futuro confronto con i sindacati.
Nel dibattito entrano anche il dumping contrattuale e la rappresentanza, richiamati come elementi centrali nel sistema delle relazioni industriali.
Il sostegno alla classe media nel quadro economico
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria, che ha posto l’attenzione sul tema del sostegno alla classe media.
Secondo Fontana, molti interventi fiscali sono concentrati sotto i 35.000 euro, ma «le retribuzioni che sono superiori, ma non troppo, richiederebbero la stessa accortezza».
Ha quindi avvertito: «C’è una fascia media che andrebbe ulteriormente sostenuta».
Calo demografico e futuro del lavoro
Le parole di Marchesini collocano il calo demografico al centro delle sfide future. La riduzione della popolazione e il suo impatto sulla forza lavoro rappresentano una questione strutturale, che si intreccia con produttività, salari, contratti e sostenibilità del sistema economico.
Nel quadro delineato dal rapporto Inps, la necessità indicata è quella di affrontare queste fragilità con continuità e visione di lungo periodo, evitando interventi frammentari.








