Oggi più che mai gli investitori di qualsiasi tipo stanno facendo a gara per contendersi il più prezioso dei metalli il cui valore, dall’inizio di quest’anno, è cresciuto del 13%, fino a fondare il tetto dei 2.400 dollari per oncia: un record storico.
Che peraltro si inserisce in un trend di lungo periodo: negli ultimi cinque anni infatti il lingotto ha visto il suo valore quasi raddoppiare.
Una combinazione perfetta.
La corsa dell’oro, a detta degli esperti, è stata favorita da una combinazione pressoché perfetta di fattori, che potrebbe essere di supporto anche nei prossimi mesi.
Il primo, e forse più ovvio, è che l’oro “mantiene il suo tradizionale status di bene rifugio per eccellenza in contesti di guerra in Ucraina e tensione in Medio Oriente: senza dimenticare le elezioni presidenziali negli Usa”, commenta Carlo Alberto De Casa, analista esterno di Swissquote, che cita anche un altro aspetto non trascurabile: con i mercati azionari ai massimi, scrive MF-Milano Finanza, “alcuni investitori riducono un po’ la loro esposizione sull’azionario e si spostano sull’oro”.
Senza contare che finora il metallo giallo ha corso così tanto in un contesto di tassi di interesse alti: un’anomalia rispetto al passato.
“Se si abbassano i tassi e l’inflazione rimane un po’ alta, per l’oro sarebbe l’ambiente perfetto”, sottolinea Alberto Tocchio, head of European equity e Thematics di Kairos Partners sgr.
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