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L’Italia scende in piazza due volte | L’analisi del New York Times

Un fine settimana di tensione ha attraversato l’Italia da un capo all’altro.

Come racconta il New York Times in un servizio firmato da Josephine de la Bruyère, il Paese è stato scosso da due distinte ondate di protesta: al Nord gli studenti, al Sud agricoltori e autotrasportatori, uniti da una stessa richiesta al governo, cioè intervenire per frenare l’aumento del costo della vita.

Il Nord: studenti in corteo, tensioni a Milano

Tra sabato e domenica, nelle città del Nord, migliaia di studenti hanno sfilato contro i salari bassi, la pressione fiscale, i rincari di alimentari e carburanti e i tagli ai finanziamenti pubblici.

Alcuni cortei, riferisce il quotidiano newyorkese, sono degenerati: gruppi di manifestanti a volto coperto hanno saccheggiato negozi, appiccato incendi e lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni.

Secondo il New York Times, le proteste giovanili italiane sono state comunque molto più contenute di quelle viste altrove in Europa e si sono esaurite entro la domenica sera.

A Milano, dove si è svolta la manifestazione più partecipata, la polizia ha stimato circa 2.000 persone in piazza.

Cortei si sono tenuti anche a Bologna, Torino, Brescia e Bergamo, tra le altre città.

“Non esiste una soluzione elettorale alla nostra miseria”, si leggeva in un post dell’account social anonimo, nato nel corso del mese, che aveva lanciato il primo appello alla mobilitazione, invitando a manifestare contro il governo per “far nascere una nuova Italia e una nuova Europa”.

Sebbene la maggior parte dei manifestanti milanesi abbia sfilato pacificamente, gli scontri con la polizia hanno portato a 32 arresti, in gran parte di minorenni.

Gli agenti feriti sono stati 14, uno dei quali colpito alla testa da un sampietrino.

Un’associazione di commercianti milanesi ha stimato danni per oltre un milione di euro.

Il sindaco Giuseppe Sala ha definito “intollerabili e ingiustificabili” le “azioni e le scene a cui abbiamo assistito sabato e domenica, rivolte contro le forze dell’ordine, gli spazi pubblici e le attività commerciali”.

Il Sud: porti e autostrade bloccati

Nel Mezzogiorno, intanto, agricoltori e camionisti presidiano da giorni porti e grandi arterie autostradali per protestare contro il caro carburante innescato dalla guerra in Iran, provocando carenze nei supermercati e alle pompe di benzina.

I manifestanti denunciano che i rincari hanno eroso margini già ridottissimi e chiedono al governo una risposta più incisiva.

La risposta del governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto della legge e dell’ordine uno dei pilastri del suo esecutivo, ha espresso in un post sui social il suo “grande rispetto” per chi protesta pacificamente, condannando però la violenza: “Protestare è un diritto.

Dare fuoco alle nostre città no”.

Lunedì, riferisce il New York Times, la premier ha incontrato esponenti del governo e responsabili della sicurezza per valutare pene più severe per i manifestanti violenti.

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, aveva inizialmente concordato un incontro con i rappresentanti degli autotrasportatori del Sud per la settimana successiva.

Ma nel corso del fine settimana, mentre la stampa dava conto delle conseguenze dei blocchi, ha annunciato di voler anticipare il confronto a martedì.

Il governo, ha assicurato Salvini in un’intervista radiofonica, farà “tutto ciò che è in nostro potere” per venire incontro ai camionisti.

Un’ondata europea

Le mobilitazioni italiane, osserva il quotidiano statunitense, si inseriscono in un’ondata di movimenti simili che attraversa l’Europa.

In Spagna, lo sfratto di una donna di 87 anni a Madrid ha spinto migliaia di persone in piazza contro il caro affitti, precipitando il governo di Pedro Sánchez in una crisi politica.

In Albania, la rabbia per un progetto di lusso legato a Jared Kushner si è trasformata in indignazione pubblica contro la corruzione percepita e il peggioramento delle condizioni di vita.

In Francia, le proteste degli studenti contro le condizioni delle scuole hanno liberato un’ondata di frustrazione in tutto il Paese, sfociata nei peggiori disordini da decenni.

La stampa italiana divisa

Le immagini e i video degli scontri hanno suscitato forti reazioni.

“Inaccettabile”, titolava in prima pagina Il Messaggero.

Ma c’è anche chi ha invitato a guardare oltre la violenza.

“I giovani sono arrabbiati”, ha scritto Marco Bascetta su Il Manifesto.

“Se un corso d’acqua viene trascurato e soffocato per decenni, non ci si può aspettare che non esondi”.

Il New York Times sottolinea infine come i principali media italiani abbiano dato molto più spazio alle proteste del Nord che a quelle, più lunghe, del Sud più povero: un ulteriore motivo di malcontento per agricoltori, camionisti e chi li sostiene.

“I telegiornali non parlano del Sud perché al governo il Sud non interessa”, titolava il magazine online Scomodo.

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