Dopo le devastazioni del fine settimana in centro, il quotidiano Il Giornale attacca frontalmente l’amministrazione di Palazzo Marino.
In un commento firmato da Giannino della Frattina, intitolato “È fallito il modello Sala”, il giornale sostiene che da ora in poi sarà “impossibile far finta di niente”, come a suo dire ha fatto per anni la sinistra milanese, definita “connivente, se non addirittura complice”.
Secondo Il Giornale, il sindaco Giuseppe Sala e il mondo progressista avrebbero cercato di giustificare quanto accaduto sabato e poi replicato domenica.
Una linea che l’editorialista considera inaccettabile: minimizzare o ignorare i fatti sarebbe “criminale”, perché il 17 ottobre segnerebbe un prima e un dopo per la città.
Quella data, scrive il quotidiano, è il giorno in cui “il sacco di Piazza Duomo è diventato una dichiarazione di guerra a Milano”.
Le responsabilità e il ruolo dello Stato
Sull’individuazione dei responsabili, Il Giornale rimanda al lavoro di investigatori, sociologi e politologi, auspicando che siano “possibilmente coraggiosi”.
Allo Stato, prosegue il commento, spetta il compito di reagire, e su questo fronte il quotidiano riconosce alla premier Giorgia Meloni di aver colto la gravità della situazione e di essersi mossa con rapidità.
Quindici anni di centrosinistra sotto accusa
Il cuore dell’analisi pubblicata da Il Giornale è politico.
Secondo della Frattina, i quindici anni di amministrazioni di centrosinistra, prima con Giuliano Pisapia e poi con Sala, avrebbero costituito “il brodo di coltura” di una criminalità giovanile, la cosiddetta “maranza”.
Nel suo elenco, il quotidiano mette insieme violenti, centri sociali che sarebbero stati tollerati in quanto bacino di voti, ambienti definiti “ambigui filo islamici”, stranieri irregolari, rapper e antifascisti “con le spranghe”.
E soprattutto, si legge, “cattivi maestri, trasformati in cattedratici”: il peggio, secondo l’autore, che si possa augurare a una città.
Una “questione morale” per il centrodestra
Da qui l’appello rivolto al centrodestra, che secondo Il Giornale non si troverebbe davanti a una normale campagna elettorale, ma al “dovere morale di restituire Milano ai milanesi”.
Il quotidiano precisa chi intende per milanesi: chi rispetta le regole, non chi “sfascia Piazza Duomo e saccheggia i negozi”, scegliendo con cura scarpe e felpe firmate.
Il commento si chiude con un messaggio esplicito ai partiti della coalizione: trovare il candidato giusto, escludere dalle liste chi pretende un posto “per diritto acquisito o dinastico”, selezionare nella società civile le figure migliori e impegnarsi fino in fondo nella campagna.
Perché, conclude Il Giornale, restituire Milano ai milanesi “non è più solo una questione politica, ma una questione morale.
Non più rinviabile”.
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