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Il G7 prepara le banche alla guerra digitale | L’analisi di Roberto Sommella

La guerra esce dai campi di battaglia ed entra nel sistema del credito.

Il G7 ha deciso di avviare una serie di “esercitazioni” nelle banche, una sorta di stress test informatico pensato per simulare attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale contro il settore finanziario e per verificare l’efficacia dei piani di risposta alle emergenze.

Lo racconta Roberto Sommella, direttore di MF – Milano Finanza, in un editoriale che si chiede se il fronte del conflitto non si stia ormai spostando proprio dentro gli istituti di credito.

Un semaforo giallo per i mercati

Secondo l’analisi di MF – Milano Finanza, non si tratta ancora di un allarme rosso, ma di un semaforo giallo che deve essere preso molto sul serio dai mercati e dai governi.

Questi ultimi sono alle prese con una miscela potenzialmente esplosiva: i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, lo shock energetico, la presunta bolla dell’intelligenza artificiale e le proteste contro il caro vita.

Per l’Italia, osserva il quotidiano, questa combinazione si è già tradotta in uno spread del Btp tornato ad allargarsi rispetto al Bund tedesco e in un FtseMib che negli ultimi due mesi ha lasciato sul terreno quasi il 9% del proprio valore.

La decisione presa a Bangkok

La scelta di lanciare le simulazioni è maturata durante il vertice di Bangkok, a margine degli incontri annuali del Fondo monetario internazionale, ai quali hanno partecipato anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Come riporta MF – Milano Finanza, le economie più sviluppate del mondo, insieme ai vertici delle banche centrali e dei ministeri del Tesoro, si preparano così a testare la tenuta del sistema finanziario contro la nuova minaccia tecnologica.

“I viceministri delle Finanze del G7 hanno discusso l’idea di svolgere esercitazioni di simulazione sui modelli di Ai più avanzati”, ha dichiarato la ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama, spiegando che il gruppo ha infine concordato di procedere, dal momento che non si possono muovere sul terreno carri armati ed eserciti.

Banche commerciali coinvolte

Secondo un funzionario presente alla riunione, citato dal Financial Times e ripreso da MF – Milano Finanza, le esercitazioni potrebbero coinvolgere anche le banche commerciali e prevedere simulazioni predisposte dalle diverse autorità finanziarie del G7.

I risultati serviranno a verificare l’efficacia dei manuali di emergenza dei governi in caso di grave attacco informatico e a individuarne eventuali carenze.

Un tema di stretta attualità, sottolinea il quotidiano, e non soltanto agli sportelli: come hanno raccontato le cronache più recenti, anche aeroporti e banche dati di numerose istituzioni sono finiti nel mirino.

L’allarme del Fondo monetario

Lo stesso Fmi ha aperto i suoi incontri annuali indicando la criminalità informatica potenziata dall’intelligenza artificiale tra le tre principali minacce percepite per la stabilità finanziaria, già messa sotto pressione dai timori per il possibile scoppio di una bolla tecnologica.

Per una volta, scrive MF – Milano Finanza, c’è da crederci: chi vuole colpire l’Europa con un missile ma non può farlo potrebbe tentare di centrare il suo portafoglio, cioè quello dei clienti delle banche e dei risparmiatori.

Il monito di Tremonti

Che ormai a comandare siano gli oligarchi del tech lo ha ammesso, in un intervento su MF – Milano Finanza, anche Giulio Tremonti, che da ministro dell’Economia ha attraversato almeno tre grandi crisi: dall’attacco alle Torri Gemelle di New York al fallimento di Lehman Brothers, fino alla crisi dello spread.

Tremonti individua con precisione il momento in cui la finanza si è sostituita alla politica, con gli esiti che oggi preoccupano il G7: il passaggio di consegne del 2019 tra Mario Draghi e Christine Lagarde alla guida della Bce, con i banchieri centrali sul palco e i capi di Stato e di governo europei in platea.

Una scena impensabile qualche decennio prima, quando a essere applauditi sarebbero stati leader come De Gasperi o De Gaulle.

Quell’immagine, secondo l’analisi, racconta il passaggio dalla politica alla finanza.

Ma ora la finanza sembra a sua volta cedere ai voleri, e ai pericoli connessi, degli oligarchi della rete.

Chi governerà domani

L’interrogativo finale posto da MF – Milano Finanza è netto: ci si deve aspettare un domani in cui Altman, Musk o Zuckerberg governeranno al posto di Donald Trump, Emmanuel Macron o Giorgia Meloni?

Difficile prevederlo, conclude il quotidiano, visto che già oggi comandano senza essere stati eletti.

Ma almeno, è l’auspicio, aiutino i governi a difendere depositi bancari e transazioni finanziarie.

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