L’ecobonus per l’auto sarà più che raddoppiato nella prossima edizione, ma le risorse per la filiera per ora restano congelate.
E nel frattempo sembra ancora una montagna da scalare il patto con Stellantis per aumentare la produzione italiana, con il ministero delle Imprese e del made in Italy che ha lanciato un amo a possibili investitori cinesi (Byd, Chery, Great Wall Motors e prima ancora Tesla) anche per prospettare al gruppo di Carlos Tavares una scomoda concorrenza.
È su queste basi che si apre un mese chiave per le prospettive del settore automotive: primo atto la riunione convocata domani al ministero.
Domani, scrive il Sole 24 Ore, il ministro Adolfo Urso presiederà una riunione allargata del Tavolo automotive.
Parteciperanno rappresentanti delle associazioni di produttori, dei sindacati, delle Regioni che ospitano stabilimenti, ma anche delle concessionarie, dell’autonoleggio e delle società di leasing, oltre a singole aziende: Stellantis in primis, presente non con il Ceo Tavares ma con il senior vice president corporate affairs per l’Italia, Davide Mele.
Sarà la sede per presentare il nuovo piano eco-bonus.
La bozza del Dpcm è praticamente pronta e, dopo il passaggio con le categorie, potrà essere sottoposta alla Corte dei conti.
L’obiettivo del ministero è dare il via alla nuova campagna nell’arco di un mese anche se, considerati i precedenti, potrebbe occorrere un po’ più di tempo.
Dopo il Dpcm che varò gli incentivi del 2022 trascorsero 40 giorni per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e una decina di giorni ulteriori per la messa a punto definitiva della piattaforma di prenotazione (attraverso il sito www.ecobonus.mise.gov.it), la stessa che dovrebbe essere utilizzata per la nuova tornata.
Si potrebbe dunque ragionevolmente arrivare a metà-fine marzo.
Fino al varo della nuova campagna saranno in vigore gli incentivi che erano stati definiti da un Dpcm del 2022.
Un doppio binario che può generare confusione tra gli acquirenti ma che è stato ritenuto indispensabile dai tecnici del ministero per non creare un vuoto di mercato.
Lo scorso 23 gennaio, dunque, sono stati riaperti i termini per le prenotazioni da parte dei concessionari.
Per le auto il contributo massimo è di 5.000 euro (auto elettriche nella fascia 0-20 g/km di CO2) con rottamazione di una vettura da Euro 0 a Euro 4.
Per i veicoli commerciali e industriali il massimo è 14.000 euro (modelli tra 7 e 12 tonnellate) rottamando tra Euro 0 e Euro 3.
Chi acquista ora moto e ciclomotori a due, tre o quattro ruote può beneficiare al massimo di 4.
000 euro per un modello elettrico, fino al 40% del prezzo d’acquisto, con rottamazione da Euro 0 a Euro 3.
Chi aspetterà la nuova campagna potrà ottenere eco-incentivi più alti.
L’importo sarà più generoso per chi rottama e salirà progressivamente in base a quanto vecchio e quindi inquinante è il veicolo da consegnare.
Ovviamente conta anche quanto è ‘green’ la nuova vettura.
Il massimo, 11.000 euro, si può ottenere acquistando un’elettrica (fascia 0-20 g/km di CO2) rottamando un Euro 2.
C’è un’ulteriore maggiorazione per le persone fisiche con Isee sotto i 30.000 euro: in questo caso l’eco-bonus sale di un altro 25%, a 13.750 euro.
Confermati i tetti di prezzo già in vigore: si potranno acquistare modelli fino a 35.000 euro (Iva esclusa) nelle fasce 0-20 e 61-135 e fino a 45.000 euro per le ibride plug-in (21-60).
Sarà prevista una corsia di favore per i clienti con Isee sotto 30mila euro che potranno rottamare anche vetture Euro 5, a patto di acquistare un modello elettrico o plug-in.
Una novità, infine, è l’apertura all’acquisto dell’usato – 2.000 euro, fino a 160 g/km di CO2, e con prezzo fino a 25.000 euro – se accompagnata dalla rottamazione di un’auto fino a Euro 4.
Per i veicoli industriali si arriverà invece fino a 18mila euro (modelli elettrici e a idrogeno) rottamando da Euro 0 a Euro 4.
Ancora aperto il discorso per moto e scooter, con importi e tipo di alimentazione che saranno decisi quando sarà definitivo il calcolo delle risorse disponibili.
La dote a disposizione non si può ancora determinare con certezza.
Si parte da 860 milioni.
Un punto fermo sono 330,2 milioni di avanzi degli anni scorsi.
Poi c’è la dote 2024, pari a 640 milioni (di cui 570 per le auto, 20 per i veicoli commerciali e 50 per moto e ciclomotori), ma bisognerà vedere in che misura sarà erosa dagli incentivi attualmente in vigore.
Il contatore della piattaforma ecobonus.mise.gov.it, aggiornato a ieri, dice che siamo già scesi a 531,2 milioni di cui 471,6 milioni per le auto (compresi 22 milioni riservati agli operatori dell’autonoleggio).
Va inoltre considerato che si tratta di prenotazioni e quindi solo a operazione conclusa e contabilizzata si avrà certezza delle risorse effettivamente consumate.
Con i fondi del 2024, il governo avrà utilizzato 2,66 miliardi del Fondo automotive da 8,7 miliardi complessivi fino al 2030 stanziato con il decreto Energia del 2022.
Finora solo 750 milioni sono andati a interventi per sostenere la filiera produttiva, dai contratti di sviluppo agli accordi di innovazione.
Ulteriori misure in questo campo sono ferme da oltre un anno, anche perché si attende di chiudere il tavolo automotive e, soprattutto, l’intesa con Stellantis sui livelli produttivi.
È chiaro che un accordo con il gruppo, cui è legata gran parte della componentistica nazionale, orienterebbe in modo netto il confezionamento dei nuovi strumenti di agevolazione.
Tra le novità in arrivo, c’è poi il cosiddetto leasing sociale.
Si tratterà di un contributo alle persone fisiche che stipulano un contratto di noleggio a lungo termine per la locazione di durata non inferiore a 3 anni di uno dei veicoli agevolabili.
L’entità del contributo, i criteri e le modalità operative – compreso il tetto Isee che verosimilmente sarà applicato – saranno definiti con un decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy entro 120 giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm.
Secondo i tecnici del ministero è questa la misura, da avviare per ora in fase sperimentale, più pro ‘made in Italy’ perché potrebbe spingere l’obiettivo di sostenere la produzione italiana, considerate le quote di alcuni modelli Stellantis in questo particolare mercato.
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