Le donne non hanno bisogno di favori o di norme che le agevolino, ma vogliono le stesse opportunità e lo stesso stipendio degli uomini.
La parità di genere è possibile se nelle aziende si valorizzano il merito e le competenze.
È quanto emerso nel corso di W Leadership Summit, l’evento di Class Editori dedicato all’inclusione nelle imprese, che valorizza le eccellenze femminili in campo istituzionale, finanziario e imprenditoriale.
GOLFO (F. BELLISARIO): LEGGE QUOTE ROSA ANTIBIOTICO PER PAESE
I lavori del convegno sono stati aperti da Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario e prima firmataria della legge sulle quote di genere, poi soprannominata delle quote rosa.
Una legge bipartisan che in poco più di 12 anni ha tinto di rosa i cda delle società quotate, e ha contribuito al cambiamento anche nelle istituzioni e nelle imprese non quotate.
Ma è una norma che deve avere una durata temporanea.
‘Con la legge Golfo-Mosca sulle quote rosa abbiamo dato un antibiotico a un Paese maschilista.
In questi 13 anni l’Italia è cambiata tantissimo e il merito va anche a questa legge’, ha sottolineato Golfo aggiungendo che ‘i risultati ci sono, ma occorre ancora fare tanto.
Bisogna pensare alle donne che non hanno un lavoro, e a quelle che se sono fortunate ad averlo rimangono ai piedi della piramide’.
Secondo Golfo, ‘avere una donna premier è sicuramente motivo di orgoglio.
È una tappa.
Abbiamo sempre detto che volevamo una donna come presidente del Consiglio o come presidente della Repubblica.
Giorgia Meloni ha dimostrato a tutte le donne che lo si può fare.
Il vantaggio, in questo caso, è che è stata eletta dal popolo, senza quota rosa.
Però non possiamo fermarci a questo, c’è molto lavoro da fare.
La realtà è che le donne sono ancora emarginate dagli apici delle aziende, della Pa’, ha proseguito Golfo pur spiegando che ‘di passi avanti ne abbiamo fatti, la certificazione di genere nelle aziende è, per esempio, un segnale che non fornisce più alibi alle imprese.
Bisogna continuare in questa direzione’.
D’AMICO (UNIMILANO): PER RIDURRE GENDER GAP FARE SCOUTING DI TALENTI
‘Per ridurre il gender gap’ bisognerebbe ‘fare scouting di talenti e mettersi a disposizione da un punto di vista giuridico per mappare le situazioni di ingiustizia alle quali si può reagire lavorando insieme aziende, mondo dell’informazione e mondo universitario per monitorare i dati’, ha detto Marilisa D’Amico, costituzionalista e prorettrice dell’università degli Studi di Milano.
D’accordo con Golfo, D’Amico ha sottolineato che le quote rosa sono state un antibiotico che ‘può essere dato per migliorare condizioni di fatto ma deve essere una misura temporanea’.
Quando è stata presentata la legge, ha spiegato, c’erano ‘tanti ostacoli che riguardavano la costituzionalità delle quote.
È stata la prima legge bipartisan, portata avanti insieme volendo superare questo ostacolo.
La misura di favore nei confronti delle donne non è anticostituzionale ma solo se è temporanea.
Adesso è stata prorogata’ perché i risultati raggiunti non bastano.
D’Amico ha riconosciuto che passi avanti sono stati fatti, ma ‘non bastano i numeri, non bastano le norme anche se sia i numeri che le norme sono strumenti importanti perché la realtà italiana è ancora molto in chiaro-scuro.
Abbiamo una prima donna presidente del consiglio, abbiamo avuto una prima donna presidente della Corte Costituzionale e una donna presidente della Cassazione.
È stato un panorama che si è mosso velocemente.
Abbiamo una serie di normative e di conquiste’.
ROVERE (POSTE): PER PARITA’ DI GENERE CRUCIALE EDUCAZIONE FINANZIARIA
La cultura della parità di genere deve partire dalla famiglia, ha detto Silvia Rovere, presidente di Poste Italiane, spiegando che ‘alle bambine bisogna inculcare sin da quando sono piccole l’importanza dell’educazione finanziaria.
L’idea che devi essere autonoma e indipendente e gestire il tuo risparmio perché saranno la tua libertà e ti consentiranno di avere rapporti più equilibrati con tuo padre, tuo marito, i tuoi colleghi’.
Rovere ha inoltre sottolineato che le ragazze devono imparare a fare networking.
‘Io tengo un corso in Bocconi.
Non mi capita mai di avere studentesse che alla fine della lezione mi chiedono di parlare, di mantenere rapporti.
Lo fanno solo i ragazzi.
Bisogna spingere le ragazze a uscire dagli uffici e fare più rete’.
SCOCCHIA (ILLY): QUOTE ROSA MEDICINA AMARA, TALENTO NON HA GENERE
Le quote rosa sono una medicina amara, ma bisogna prenderla per accelerare il percorso verso la parità di genere.
Come ha detto Lella Golfo sono un ‘antibiotico necessario’, ma come tutti gli antibiotici devono essere presi per un periodo determinato.
Quindi prima o poi bisognerà farne a meno, ha spiegato l’ad di Illycaffè, Cristina Scocchia, sottolineando di non credere in una leadership femminile.
Per l’ad di Illycaffè esiste ‘solo il talento, e il talento non ha genere’.
Parlando delle caratteristiche tipiche che si attribuiscono alla leadership femminile, come l’empatia e la capacità di conciliazione e dialogo, la manager ha precisato che ‘non voglio stare in un cda per portare il sorriso o la gentilezza, ma le competenze’.
Per fare carriera, secondo la ceo di Illy, le donne devono puntare sul talento e avere la fortuna di incontrare sulla loro strada un mentor che creda in loro.
‘Io credo che la cosa più importante sia il merito e mi chiedo cosa posso fare come ad di Illy, e come una delle poche donne ceo in Italia, per portare avanti la cultura del merito.
Noi donne non abbiamo bisogno di favori, non abbiamo bisogno di essere messe sotto una bacheca, abbiamo bisogno di pari opportunità’, ha aggiunto Scocchia.
‘Come diceva Seneca, il successo è il talento che incontra l’opportunità.
E le chance per le donne non sono le stesse che per gli uomini’, ha sottolineato la manager mettendo in evidenza che ‘l’ostacolo più grande’ per le donne è il fatto che in Italia ‘non c’è ancora la limpida consapevolezza che uomini e donne hanno lo stesso diritto ad affermarsi professionalmente e quindi lo stesso dovere di occuparsi della famiglia.
Se noi guardiamo i dati Istat sono le donne a farsi carico della cura della famiglia.
È un fatto culturale.
È importante che nelle scuole, dalle elementari fino all’università, si investa nel creare l’idea che le donne hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri e allora ci potrebbe già essere un passo avanti verso la parità’.
RICCI (SACE): NOSTRA RISPOSTA A SOSTENIBILITÁ È FLESSIBILITÁ
‘La nostra risposta al tema della sostenibilità è la flessibilità’, ha detto Alessandra Ricci, ad e dg di Sace, spiegando che con il piano Flex4Future, ha spiegato Ricci, ‘vogliamo liberare le persone, sia uomini e donne dal luogo fisico del lavoro.
Abbiamo fatto tre cose, partendo dalla flessibilità totale sull’orario di lavoro’.
Poi ‘completa autonomia e quindi auto-organizzazione: ogni persona all’interno di Sace è leader di sé stesso e del gruppo’.
Ricci ha sottolineato che in Sace c’è una ‘cultura dell’organizzazione del lavoro che dia deleghe alle persone verso la periferia non dove le decisioni vengono prese’.
Flex4future prevede inoltre la settimana di 4 giorni che può essere scelta ‘in maniera volontaria, per andare verso un tema di flessibilità e produttività che vanno di pari passo.
Non c’è alcuna rinuncia alla produttività con flessibilità che generiamo’.
FALCOMER (VALORE D): LEADERSHIP EFFICACE SE INCLUSIVA
‘La leadership inclusiva ha molte caratteristiche della leadership sostenibile.
Oggi non c’è più nessuno ai vertici di una azienda che può prendere decisioni da solo: la leadership inclusiva sa ascoltare, sa prendere il meglio di tutte le competenze, sa valorizzare i talenti’, ha detto Barbara Falcomer, dg di Valore D, spiegando che ‘non si parla più di leadership maschile o femminile, ma di leadership efficace.
Oggi i leader devono avere caratteristiche che sono state sempre identificate come tipicamente femminili: capacità di ascolto e conciliazione.
Quella del comando e controllo è un modello imitato anche da donne, ma adesso non funziona più.
Oggi funziona la leadership generativa in grado di allineare valori e obiettivi, di valorizzare e motivare le persone.
Questo fa di un leader, un leader efficace’.
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