Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Le donne devono essere più ambiziose, gender pay gap inaccettabile | Lo scenario

Le donne devono essere più ambiziose: non devono accontentarsi di sedere nei consigli di amministrazioni, ma devono puntare a diventare amministratrici delegate.

Per la parità di genere è essenziale superare il gender pay gap: inspiegabile e inaccettabile.

Sono alcune delle proposte arrivate dalle manager intervistate durante il W Leadership Summit, l’evento di Class Editori dedicato all’inclusione nelle imprese, che valorizza le eccellenze femminili in campo istituzionale, finanziario e imprenditoriale.

DELLA POSTA (INVIMIT): DONNE PUNTINO A ESSERE AD

Le donne devono puntare a diventare amministratrici delegate e non accontentarsi di sedersi nei consigli di amministrazione.

E spingere sull’uguaglianza e non sulla diversità.

È la proposta lanciata da Giovanna Della Posta, ad di Invimit.

“Per molte donne”, ha sottolineato Della Posta, “il cda è diventato il fine e non il mezzo.

Sedersi sulla poltrona del consiglio era il mezzo per diventare poi amministratore delegato”.

Parlando degli obiettivi che dovrebbero avere le donne, “il fare è quello che ci deve distinguere rispetto all’essere.

Quando mi chiedono come vorrei essere tra 5 anni, io rispondo che spero di cambiare i numeri di questo paese”.

Quanto alla sua proposta per raggiungere la parità, secondo Della Posta bisogna “parlare di uguaglianza e non di diversità.

Ci sono tutta una serie di interventi fatti solo per le donne che ci mettono sul binario più lento”.

GRIECO (ASSONIME), GENDER PAY GAP INSPIEGABILE E INACCETTABILE

Tornare sul serio sul tema delle pari opportunità purché ci sia merito e talento.

Ed eliminare il gender pay gap perché la differenza retributiva tra uomini e donne è “inspiegabile e inaccettabile”, è la proposta di Patrizia Grieco, presidente di Assonime e di Anima H.

“Un punto che riguarda le donne ed è veramente un insulto per noi è il gender pay gap.

Per me è ancora incredibile che ancora abbiamo un gap salariale del 16%”, ha sottolineato Grieco, aggiungendo che “tra pari opportunità e percorsi di carriera ci sono tanti strumenti che le grandi aziende mettono in atto.

I temi hanno un effetto di trascinamento importante perché anche il mondo credito chiede alle imprese di rispettare questi criteri.

Da questo punto di vista il movimento D&I è in atto e potrà portare solo benefici”.

RUSTIGNOLI (GENERALI IT.), FORTE NOSTRO IMPEGNO SU GENDER GAP

“Da quando ho iniziato io, 23 anni fa, è stato fatto tantissimo” per la parità di genere; “in particolare in Generali Italia negli ultimi 10 anni abbiamo avviato un percorso importante che ha portato l’azienda a ottenere la certificazione di parità di genere a novembre”, ha detto Cristina Rustignoli, country general counsel di Generali Italia, aggiungendo che il percorso del gruppo è “fatto di tanto impegno, di tante azioni concrete volte a ridurre il gender gap e il gender pay gap”.

Le regole del gruppo sul gender balance sono molto rigide: 50 e 50.

“A volte abbiamo difficoltà a rispettarle perché il bacino di partenza deve essere arricchito, ma sono regole che funzionano”.

TAURO (BANCO BPM), DONNE IN RUOLO RESPONSABILITÁ SALITE AL 30%

“In Banco Bpm stiamo lavorando per avere più donne in ruoli di responsabilità.

Ci siamo dati come regola che, tutte le volte che ci sono posizioni aperte, ci devono essere candidature di ambi i sessi per spingere le persone a superare i propri bias.

Questa regola ha funzionato e così siamo passati dal 21% di inizio 2021 al 30% di fine 2023″, ha spiegato Luigia Tauro, consigliera e presidente del comitato sostenibilità di Banco Bpm, precisando che comunque “ci scontriamo con il fatto che le donne non sempre sono disponibili.

Come popolazione aziendale noi partiamo da metà e metà, ma di queste donne il 30% fa il part time.

Per il resto bisogna adottare una serie di politiche che favoriscano la genitorialità per evitare che non subiscano penalizzazioni nella carriera”.

Sulla leadership femminile, Tauro ha messo in evidenza l’importanza delle soft skill come “la visione di insieme, la capacità gestire di complessità.

Ci concentriamo tanto sulle hard skill anche noi donne, non ci sentiamo mai abbastanza preparate”.

In Banco Bpm, ha proseguito, “crediamo molto nel ricambio generazionale.

Siamo convinti che se si riuscisse a portare più giovani nel mondo del lavoro, le donne sarebbero di più”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.