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[L’analisi] Solo il 52 per cento degli affitti ha un canone inferiore a 750 euro al mese

Secondo un recente sondaggio dell’ufficio studi di Idealista– portale immobiliare leader per lo sviluppo tecnologico in Italia –, dopo il blackout del Covid, dall’estate del 2021, la domanda di locazione ha ripreso a viaggiare a pieno regime riscaldando i prezzi, cresciuti del 7,4% negli ultimi 12 mesi. L’indagine condotta su 5000 individui, l’84% del campione considera un limite massimo di spesa di 750 euro per una casa in affitto, mentre la fascia di prezzo più cercata è quella compresa tra i 450 e i 600 euro (40% del campione). Partendo da questo dato, idealista ha condotto uno studio per individuare dove si concentrano gli affitti più accessibili in tutti i capoluoghi italiani.

Dall’analisi è emerso come solo il 52% degli annunci di case in affitto in Italia ha un prezzo inferiore a 750 euro al mese. Complice l’inflazione, negli ultimi mesi si è andata assottigliando l’offerta di case in locazione nelle fasce di prezzo più accessibili (sotto i 750 euro mensili): -10%, secondo idealista. Attualmente poco più della metà degli appartamenti in affitto nei capoluoghi di provincia italiani – il 52% del totale –, ha un prezzo inferiore di 750 euro al mese. Il volume degli affitti a prezzi accessibili (al di sotto di questi 750?) sale al 68% del totale, se si include il resto dei mercati non capoluogo di provincia e aree rurali. Il 70% dei capoluoghi presenta una prevalenza di case in locazione a prezzi mensili inferiori alla soglia di sostenibilità delle famiglie.

Caltanissetta, Vibo Valentia, Vercelli e Gorizia, con il 100% delle case in locazione a costi inferiori a 750 euro, sono le città più convenienti per i locatari. In altri 69 capoluoghi italiani la percentuale di alloggi in affitto a prezzi accessibili è maggiore rispetto alla media nazionale: si va dal 97% di Terni al 53% di Livorno. Sul lato opposto ci sono le città dove l’affitto è storicamente più caro. A Venezia solo il 3% dell’offerta disponibile è inferiore a 750 euro. La percentuale sale al 4% a Milano, mentre a Firenze e Bologna la percentuale di alloggi a prezzi accessibili tocca rispettivamente il 7% e il 9%.

Nei principali mercati dell’affitto – il 50% dell’offerta complessiva si concentra in soli 10 capoluoghi (Roma, Milano, Firenze, Napoli, Genova, Torino, Palermo, Bologna, Catania e Venezia) – potrebbe essere necessario aumentare il budget a 1.000 euro al mese. Anche così le case accessibili toccano appena il 15% a Milano, il 18% a Venezia, il 27% a Firenze e Bologna, il 30% a Padova. A Roma si sale al 32%, a Napoli con questa soglia di spesa la scelta si allarga al 63% dell’offerta cittadina mentre, nel resto d’Italia, la percentuale di alloggi accessibili sale al 67%.

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