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La terra non può più attendere | L’analisi di Gian Antonio Stella

Sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella, in occasione della 50esima Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra oggi, avverte che non c’è più tempo da perdere per salvaguardare il nostro pianeta.

E cita Papa Francesco, il quale nella Laudate Deum, ha esortato a non fidarsi di qualche stagione «normale» simile al passato, non ha senso «minimizzare»: l’accelerazione estrema del clima è tale «che basta una sola generazione, non secoli o millenni, per accorgersene.

L’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai possono essere facilmente percepiti da una persona nell’arco della sua vita, e probabilmente tra pochi anni molte popolazioni dovranno spostare le loro case a causa di questi eventi.

Per porre in ridicolo chi parla di riscaldamento globale, si ricorre al fatto che si verificano di frequente anche freddi estremi.

Si dimentica che questi e altri sintomi straordinari sono solo espressioni alternative della stessa causa: lo squilibrio globale causato dal riscaldamento del pianeta».

E le continue tragedie, come quella dei ragazzi friulani travolti sabato dalla piena del Natisone (tragedia aggravata dalle inaccettabili sfasature nei soccorsi), ce lo ricordano tutti i giorni.

Ha senso citare anche Leonardo da Vinci il quale – ricorda ancora Stella – già ammoniva che «l’acqua disfa li monti e riempie le valli, e vorrebbe ridurre la terra in perfetta sfericità, s’ella potessi» per sostenere che quindi gli allarmi vanno sdrammatizzati come eccessi di «eco-fanatici» o addirittura, citiamo il titolo di un giornale, «smontati come balle degli eco-imbecilli»?

Davvero, come ha sbuffato mesi fa un rissoso senatore destrorso (che non citiamo solo perché mancano tre giorni dal voto) «d’estate fa caldo e non c’è nessun motivo di creare allarmismo se alcuni ghiacciai si sciolgono perché questo rientra nella storia del mondo»?

Ha senso insistere su questi toni dopo la denuncia del Rapporto European State of the Climate 2022 della World meteorological organization (Wmo) secondo cui «i ghiacciai in Europa hanno perso dal 1997 al 2022 un volume di circa 880 chilometri cubi di ghiaccio» e dopo la sciagura sulla Marmolada, una delle montagne sacre dell’Italia, di due anni fa?

E le deforestazioni denunciate anche oggi nel documento delle Nazioni Unite?

L’impoverimento delle biodiversità?

La contaminazione delle acque dolci?

La lotta alla desertificazione salita al 40% del territorio del pianeta «colpendo direttamente metà della popolazione mondiale»?

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