La stampa internazionale concentra la sua attenzione oggi sulla guerra dell’energia che si muove dentro l’emergenza in Ucraina e l’invasione della Russia.
Le Figaro apre con questo titolo: “Petrolio, gas: la France affronta la fiammata dei prezzi”. La notizia e’ che il governo prepara un “piano di resilienza” per offrire ai cittadini, ma soprattutto alle imprese, qualche forma di compensazione del caro bollette. Nell’editoriale, intitolato “Il prezzo della guerra”, il quotidiano osserva:
Il mostro economico che spaventa l’Europa
“A due settimane dall’invasione dell’Ucraina, e sebbene l’escalation delle sanzioni non sia completa, stiamo iniziando a misurare le ripercussioni del conflitto. Prendono la forma di un gigantesco shock energetico, che solleva i timori per il ritorno della stagflazione, questo mostro economico che unisce prezzi in rialzo e crescita debole, vissuta dolorosamente negli anni ’70. La prima parte dell’equazione e’ gia’ sul tavolo: l’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio e del gas sta prendendo per la gola individui e aziende”. In un servizio il giornale fa il punto sull’Europa, che ha cominciato la ricerca di fonti alternative a quelle russe. Ma
La debolezza della Ue
Per il quotidiano spagnolo El Pais “la debolezza del sistema energetico europeo era una verita’ nota, ma l’invasione russa dell’Ucraina ha messo a nudo la gravita’ del problema e la sua causa centrale: l’Europa dipende enormemente dal petrolio e dal gas russi”, osserva El Pais nel suo editoriale, secondo cui, “le drammatiche condizioni che l’Ucraina sta vivendo oggi non devono eliminare la domanda latente sull’effetto che la guerra potrebbe avere sul futuro della transizione ecologica. Puo’ iniziare una fase di regressione o di paralisi oppure puo’ portare all’assunzione definitiva in Europa di una ferma leadership verso la transizione in tutto il pianeta”, sottolinea il quotidiano, convinto che “oggi l’Europa ha tre obiettivi principali nel campo dell’energia, che e’ l’elemento chiave della transizione ecologica: gestire la crisi dei prezzi e il suo trasferimento all’economia nel suo insieme, accelerare il piu’ possibile la transizione energetica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e liberarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia”.
La Germania ha paura
Il quotidiano tedesco Frankfurte Allgemein Zeitung mette in rilievo le preoccupazioni per le conseguenze economiche di questa mossa, espresse al riguardo dal ministro tedesco per l’Economia, e vice cancelliere, Robert Habeck. In un editoriale, il quotidiano sottolinea che “la Germania teme le onde d’urto della guerra in Ucraina”, e che la “coalizione semaforo” che sostiene il governo Scholz “teme soprattutto la transizione energetica”. Secondo la Faz, “anche in tempo di pace”, nei partiti della maggioranza era viva la preoccupazione per “la sicurezza dell’approvvigionamento” energetico, “e ora ancora di piu’.
Scenario devastante
Un embargo petrolifero – scrive il giornale – non sarebbe cosi’ facile da affrontare per l’Ue come lo e’ per l’America, che ora agisce unilateralmente. Ma, analogamente al caso delle importazioni di carbone dalla Russia, un mercato mondiale flessibile consentirebbe di ottenere sostituzioni piu’ rapidamente, anche se piu’ costose. Ma che dire del gas naturale? Quali sarebbero le conseguenze di un embargo o di un divieto di esportazione russo? Un sogno diventerebbe realta’ per i protezionisti radicali del clima o sarebbe semplicemente ‘devastante’, come dice il primo ministro della Sassonia Michael Kretschmer?”, si chiede l’editoriale. In rilievo anche il summit virtuale tra Macron, Scholz e Xi. Il presidente cinese “ha descritto per la prima volta l’attacco all’Ucraina come una guerra”, sottolinea la Faz nel suo titolo, perche’ in diplomazia le parole si misurano e l’uso della parola “guerra” da parte di Xi sembra segnalare una presa di distanza da Putin, che di guerra non ha mai parlato ne’ vuole che si parli.








