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La giustizia tributaria gestisce cause per 40 miliardi l’anno pari a 2 punti del Pil | L’analisi

La Giustizia tributaria gestisce mediamente ogni anno “cause per un valore complessivo di circa 40 miliardi di euro, pari a 2 punti percentuali di Pil“.

Lo ha detto la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria, Carolina Lussana, durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario tributario, aggiungendo che “considerando la grande rilevanza dell’importo, di fatto pari ad una manovra finanziaria, la Giustizia tributaria non può non avere un ruolo centrale nell’ordinamento svolgendo l’insostituibile funzione di controllo dell’esercizio del potere impositivo dello Stato finalizzato alla trasformazione dei tributi in beni e servizi per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini”.

META’ SENTENZE A FAVORE ENTI IMPOSITORI

Nel 2023 il 48,9% delle sentenze emesse dalla giustizia tributaria è stato favorevole agli uffici impositori, il 29% al contribuente, e circa il 10% prevede ipotesi di accoglimento parziale del ricorso proposto dal contribuente, ha continuato Lussana aggiungendo che “valori sostanzialmente analoghi in secondo grado dove i giudizi integralmente favorevoli al contribuente sono stati il 27%”.

BENE TEMPI PROCESSI MA PESA ARRETRATO IN CASSAZIONE

“I tempi di definizione dei procedimenti in primo e secondo grado, come per gli anni passati, si confermano i migliori di tutte le altre giurisdizioni.

Discorso diverso in Cassazione dove l’arretrato, seppur in via di riduzione, è sempre su numeri molto alti ed incide notevolmente sulla durata dei procedimenti”, ha messo in evidenza Lussana.

I tempi di definizione dei procedimenti in primo e secondo grado, come per gli anni passati, si confermano i “migliori di tutte le altre giurisdizioni.

In primo grado si è passati dai 652 giorni del 2021, ai 571 del 2022, per arrivare ai 430 del 2023, con una riduzione in 2 anni pari ad oltre 7 mesi (222 giorni)”, ha continuato Lussana aggiungendo che in secondo grado “si è invece passati dai 1.079 giorni del 2021 ai 973 del 2022, per arrivare ai 970 del 2023 con una riduzione in 2 anni pari a quasi 4 mesi (109 giorni)”.

Il valore medio dei ricorsi definiti in primo grado, infine, è stato pari a 95.211 euro, mentre il valore medio degli appelli definiti in secondo grado è stato pari a 188.783 euro.

LEO: GIUSTIZIA TRIBUTARIA NON È CENERENTOLA MA SERVE CAMBIO DI PASSO

La giustizia tributaria non deve essere considerata la “Cenerentola” dell’ordinamento giudiziario ma è necessario un cambio di passo, ha messo in evidenza il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2024.

“Con l’impegno del nuovo consiglio di presidenza e con la collaborazione di tutti riusciremo a dare un cambio di passo a questa giustizia tributaria che non deve essere mai interpretata come Cenerentola dell’ordinamento giudiziario ma deve assumere un rango importante che necessariamente merita”, ha precisato Leo ricordando le linee di intervento del governo: l’attuazione del Pnrr e la riforma tributaria “nell’ambito della quale sono inserite tutta una serie misure mirate a correggere le norme del decreto sul processo tributario”.

ANCORA POCHE DONNE TRA GIUDICI

Esigua la presenza delle donne nell’organico della giustizia tributaria.

“Su 2.237 giudici tributari in organico, la componente femminile è di 522.

Un numero alquanto basso se si considera che in tutte le magistrature la presenza femminile ha da tempo superato quella maschile.

E di queste 522, poi, solo 17 ricoprono un incarico direttivo, appena il 5 per cento del totale”, ha messo in evidenza Lussana.

“Mi auguro, da donna, che possa esserci quanto prima una inversione di tendenza, iniziando con il valorizzare le magistrate che già fanno parte di questa giurisdizione”, ha concluso la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria.

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