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La destra e la politica del “liberi tutti” | L’analisi di Lirio Abbate

Lirio Abbate su Repubblica commenta la vicenda Toti e parla di “corruzione senza contrasto” anche in ambito nazionale: “La storia che ci raccontano le intercettazioni di quest’ultima inchiesta ligure – scrive l’editorialista – è ben distante dalle altre precedenti: Una ‘allarmante abitualità e sistematicità’, un ‘meccanismo perfettamente collaudato’, anche nei termini utilizzati al telefono, che rischiava di essere reiterato in occasione delle prossime elezioni regionali.

I politici di destra, il ministro Nordio in testa, hanno sventolato lo straccio della giustizia ad orologeria. Ma a torto: l’azione dei magistrati di Genova ha il fine di garantire la giustizia. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, fra le prime cose che ha fatto arrivando in via Arenula è stato quello di escludere dal regime ostativo reati come la corruzione in atti giudiziari, ha poi puntato il dito contro l’abuso d’ufficio, reato spia della corruzione, ha più volte illustrato la sua idea di dare una stretta sulle intercettazioni collegate a questo reato ed ha pure condiviso la proposta di evitare agli investigatori l’uso del trojan per i reati di corruzione.

Ma non è solo Nordio – sottolinea Abbate – ci sono pure le azioni che sono state avviate da esponenti del governo che hanno portato a depotenziare l’Anac, l’agenzia nazionale anticorruzione, e poi quelle che hanno spuntato o frenato gli strumenti di controllo della Corte dei conti. Per non dimenticare la liberalizzazione degli appalti, assegnati nella quasi totalità dei casi senza più gara né competizione grazie al “Codice Salvini”.

È liberi tutti. Insomma, il segnale politico di questa maggioranza di destra è chiaro e non conduce ad azioni che rafforzano la lotta alla corruzione che oggi è sempre più un reato occulto al di là delle semplici mazzette. Le inchieste ci mostrano un quadro sconfortante che coinvolge amministratori, politici, imprenditori, professionisti, dirigenti di azienda. Ormai in tanti casi si fa fatica a distinguere tra corruttore e corrotto, si crea uno stato di corruzione gelatinosa. Ci sono soggetti che fanno parte della pubblica amministrazione, danno informazioni e intervengono dove e quando serve, offrono un servizio completo e utilizzano meccanismi difficili da individuare”.

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