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Intelligente, connessa, elettrica: ecco il nuovo modello di mobilità | L’evento

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Una rivoluzione culturale della quale il diritto, abituato storicamente ad avere un approccio autoreferenziale e reattivo – e cioè ad occuparsi dei problemi una volta che questi si manifestano – in realtà tende oggi ad avere un approccio interdisciplinare e proattivo, ad occuparsi dei problemi accompagnandone l’evoluzione e soprattutto a nutrire le proprie regole di tutti quegli impulsi che provengono dai cultori di materie diverse.

Questo rappresenta lo spirito che ha animato il ciclo di seminari in materia di diritto dell’automotive, organizzati dal Prof. Enrico Al Mureden presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna (https://www.unibo.it/it/studiare/dottorati-master-specializzazioni-e-altra-formazione/insegnamenti/insegnamento/2023/493390) e la pubblicazione del libro Diritto dell’automotive, Il Mulino, 2024, https://www.mulino.it/isbn/9788815387387) presentato in occasione del convegno “Intelligente connessa elettrica un nuovo modello di mobilità”, tenutosi all’Università di Bologna il 20 giugno 2024 (http://studigiuridici.unibo.it/didattica/formazione-2024/539-intelligente-connessa-elettrica-un-nuovo-modello-di-mobilità-20-giugno-2024).

Questo convegno rappresenta la conclusione ideale di un ciclo di incontri dedicati al diritto dell’automotive una disciplina innovativa che mira a creare una nuova specializzazione giuridica nel settore della mobilità ed anche a mettere in contatto saperi diversi: quello tecnologico dell’ingegneria, quello dell’economia, quello del diritto.

Il diritto dell’automotive, inoltre, mira a creare quelle competenze trasversali di base che consentono un dialogo proficuo a professionisti che provengono da percorsi formativi e culturali diversi tutti convergenti verso il settore della mobilità (https://www.ripartelitalia.it/il-diritto-dellautomotive-una-nuova-disciplina-per-un-settore-in-continua-evoluzione-lanalisi/).

In questo contesto l’evento è stato organizzato con la collaborazione di Piarc (https://piarc-italia.it/) e Anas e ha visto una presenza molto significativa, accanto a quella dei giuristi, di ingegneri.

Ciò è stato testimoniato dagli stessi saluti portati dal Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Federico Casolari e dal Direttore del Direttore Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi” Riccardo Rovatti, nonché dal Presidente ANAS S.p.A.

e PIARC Italia Edoardo Valente, da Ettore Grenci Consigliere Ordine degli Avvocati di Bologna, da Andrea Gnudi Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna e da Angelo Domenico Perrini Presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

L’incontro è stato coordinato da Benedetta Cosmi e ha visto discutere in una tavola rotonda più persone tutte facenti parte del settore dell’automotive e tutte accomunate da un forte impulso alla trattazione interdisciplinare della materia e così il primo intervento significativo è stato quello di Francesco Baldoni (Direttore generale per la digitalizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Presidente dell’Osservatorio Smart Road – MIT) che ha messo in evidenza come il cosiddetto decreto Smart Road – e cioè quello che regola le strade connesse che dovrebbero costituire l’avvio al processo di automazione della guida – sarà molto probabilmente aggiornato sulla scorta del cambiamento nella convenzione di Vienna che dal 2022 permette la guida senza la costante presenza attiva del conducente.

Questo comporterà un cambiamento dell’articolo 46 del codice della strada e auspicabilmente una fase di diffusa sperimentazione della guida altamente automatizzata dove finalmente le auto potranno guidare solo con una supervisione umana, ma senza vedere costantemente impegnato nella guida il pilota.

Il che rappresenterà un evento epocale che richiede dal punto di vista giuridico – ma prima ancora dal punto di vista etico e da quello dell’accettazione sociale – una profonda campagna di coinvolgimento di tutti coloro che saranno protagonisti di questa rivoluzione.

Anche coloro che possono guardare inizialmente con una diffidenza e con quello che viene identificato come il bias dello status quo, ossia la tendenza a vedere in una luce preoccupante tutto ciò che è nuovo e invece a fidarsi di tutto ciò che è tradizionale e antico.

Ancora segue l’intervento di Domenico Crocco (Responsabile Rapporti Istituzionali Internazionali – ANAS S.p.A. Primo delegato e Segretario generale – PIARC Italia).

Nell’intervento di Crocco viene evidenziata la politica del safety first e cioè di come la sicurezza debba essere la prima finalità da perseguire sia nella implementazione delle nuove strade automatizzate (anche queste con dei livelli crescenti di automazione) sia nella implementazione dei nuovi veicoli automatizzati sottolineando soprattutto la complementarietà di queste due componenti (strade e veicolo) fondamentali per realizzare veramente un ambiente dove la guida automatizzata possa avvenire in modo sicuro e affidabile.

Naturalmente anche da questo punto di vista viene evidenziata la necessaria presenza di un ambiente normativo funzionale all’implementazione di questa rivoluzione tecnologica.

E proprio di mobilità trasformativa parla Luciana (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Chair of the UNECE Global Forum for Road Traffic Safety – WP1, UN) che nel suo intervento pone in luce la fondamentale importanza di declinare il concetto di mobilità sostenibile non solo secondo i paradigmi maggiormente enfatizzati quali quelli della compatibilità ambientale e della sicurezza dal punto di vista dell’ infortunistica stradale, ma anche dal punto di vista della sostenibilità economica.

Il livello ottimale di sostenibilità pertanto non è quello che mira alla sicurezza assoluta o all’impatto zero dal punto di vista ambientale, ma quello che concilia queste esigenze con una sostenibilità economica anche tenendo conto del fatto che non tutti i paesi a livello globale hanno le stesse capacità dal punto di vista economico e quindi bisogna naturalmente anche qui porre i in evidenza la fondamentale importanza di una prospettiva che tenga in considerazione tutte le discipline coinvolte.

Si passa poi alla parte nella quale la nuova mobilità viene vista dal punto di vista della energia.

Vengono così vengono introdotti gli interventi di Fabio Pressi (CEO – A2A E-Mobility – President – Motus-E).

Egli sottolinea in modo significativo come la mobilità del futuro veda un incontro storicamente significativo tra energia e auto e come proprio la disponibilità di energie alternative a quelle che derivano dai combustibili fossili rappresenti la chiave per la mobilità futura.

Da questo punto di vista l’intervento di Pressi sottolinea l’importanza di eventi come questo nel quale la divulgazione di notizie deve essere effettuata proprio al fine di promuovere un nuovo modello di mobilità, evitando che le cosiddette fake news possano alterare i processi virtuosi già in atto e invece facendo sì che tutti, compreso i consumatori, siano messi nelle migliori condizioni per fare la loro parte e quindi per dare un contributo anche individuale allo sviluppo di un nuovo modello di mobilità, attraverso le loro abitudini, anche attraverso una maggiore propensione al rinnovo dell’attuale parco circolante.

Interviene poi significativamente su questo punto Oscar Lo Surdo (Capo Segreteria Tecnica del Vice Ministro – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) che mette in luce la fondamentale rilevanza assunta dalla cosiddetta mobily as a service e cioè da un pacchetto di servizi integrati che servono a rendere più razionale la mobilità attraverso una serie di diversi mezzi tutti funzionalizzati ad un unico viaggio.

In questa prospettiva è molto interessante il progetto di racchiudere in un’unica app e quindi aprire con un’unica chiave le tante porte che questa mobility as a service apre.

Sempre in quest’ ottica è assai interessante l’intervento di Stefano Trevisani (AD – Renova Red SPA) che illustra un’innovativa idea di realizzazione di parcheggi compatti nei quali cercare di razionalizzare lo spazio in modo da permettere spazi di stazionamento e ricarica per i nuovi veicoli elettrici.

Un supporto logistico molto importante alla mobilità del futuro che però – sottolinea Stefano Trevisani – deve essere accompagnato da un altrettanto solido supporto normativo e legislativo.

Anche da questo punto di vista quindi diventa fondamentale la certezza e l’efficienza delle soluzioni giuridiche il discorso si allarga poi a una prospettiva internazionale con l’intervento di Frank Mütze (ETSC Policy and Project Manager) che sottolinea la fondamentale importanza della armonizzazione delle regole ai fini di un corretto svolgimento della circolazione automatizzata del futuro.

Tutti questi interventi, conclude il prof Enrico Al Mureden, sono accomunati da un fil rouge molto importante: «la convergenza verso la richiesta da parte del diritto di regole che siano certe, che siano armonizzate, ma soprattutto che siano il frutto di una intensa e profonda interlocuzione preliminare con coloro che si occupano degli aspetti tecnici del fenomeno».

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