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Giuseppe Zafarana, presidente Eni: “No a derive ideologiche su transizione”

“È stato un periodo di particolare intensità perché l’azienda vive un momento cruciale innanzitutto per il nostro percorso di transizione energetica: dieci anni fa Eni ha avviato una profonda trasformazione industriale che ha posto le basi per la nascita di nuovi business legati alla transizione.

Ora siamo nella fase in cui si passa dalla semina al raccolto e la stiamo attraversando in un contesto storico e geopolitico molto complesso”.

A un anno dalla sua nomina, il presidente di Eni, Giuseppe Zafarana, traccia un bilancio del suo mandato in un’intervista al Sole 24 Ore.

Zafarana presiede un gruppo presente in 61 Paesi, con oltre 33.000 dipendenti (di cui poco più di 21.000 in Italia), “che vive una fase molto importante della sua storia”.

E che è sempre al centro degli appetiti degli investitori, come dimostra l’ultima mossa del Mef nell’ambito del piano di privatizzazioni del Governo: “il collocamento di azioni è stato coronato da un grande successo – osserva Zafarana -, come già si era verificato in altre operazioni, penso alle recenti obbligazioni trentennali.

Si tratta di un’ulteriore conferma del mercato che siamo sulla strada giusta”.

Guardando lo scenario geopolitico “siamo preoccupati più per l’aspetto umanitario, non dal punto di vista dell’operatività dell’azienda che, sfruttando la sua straordinaria capacità di analisi degli scenari e di sintesi degli stessi per tradurli in decisioni strategiche, ha anticipato gli eventi.

E questo le ha consentito di rimanere in piedi durante il Covid grazie al lavoro di snellimento e consolidamento finanziario, svolto nei cinque anni precedenti.

Così come la sempre maggiore focalizzazione sul gas realizzata negli ultimi 10 anni è risultata decisiva quando la società ha dovuto pianificare la sostituzione delle forniture russe con gas di altre provenienze, agevolando le misure avviate dal governo”.

Molti competitor hanno subito scossoni particolarmente pesanti per i cambiamenti repentini di scenario.

La flessibilità di Eni è stata provvidenziale e “sono sereno perché vedo una grande capacità di reazione dell’azienda in un contesto in cui si opera senza certezze.

E di questo va dato atto all’amministratore delegato Claudio Descalzi, che ha dimostrato di avere una straordinaria capacità di visione, ottimamente supportato dal suo efficiente management e dalla eccezionale competenza e professionalità di tutte le persone di Eni.

Persone che rappresentano il terreno fertile su cui costruire un futuro di ulteriore grande sviluppo”, ha detto il presidente.

Il cda, ha aggiunto Zafarana, “sta giocando un ruolo fondamentale nel supportare l’ad e il management della società nella gestione della complessità della strategia elaborata dall’azienda e nel monitoraggio della sua attuazione, aiutandola a cogliere le grandi opportunità offerte dai cambiamenti in corso e a mitigarne i rischi.

Si tratta di un board composto da personalità professionalmente molto preparate: ci si confronta, si discute, deve essere così, ma si lavora sempre in grande armonia.

E la sintesi che viene fuori trova sempre il suo riconoscimento sostanziale in coloro che attuano poi le decisioni”.

La transizione energetica è un traguardo ineludibile, ma la traiettoria si sta rivelando particolarmente complessa e delicata.

“Quando siamo partiti nel 2014 lungo questo percorso, lo si è fatto con grande equilibrio, nel senso che siamo convintamente proiettati verso la transizione energetica, ma tenendo i piedi per terra e avendo la piena consapevolezza che il fossile – mi riferisco soprattutto al gas – è tuttora una parte significativa e stabile della domanda energetica.

Sulle soluzioni, però, non sempre c’è stata convergenza tra gli Stati”, ha detto, aggiungendo che “abbiamo assistito e assistiamo a molte divisioni, ma bisogna rifuggire da derive ideologiche e interessi privilegiati.

Perché non c’è alcun dubbio che le rinnovabili rappresentino una soluzione imprescindibile cui fare ricorso ovunque sia tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile e, proprio per questo motivo, sono una componente fondamentale della strategia di Eni, ma non possono rappresentare uno strumento di esclusione di qualsiasi altra soluzione.

Ognuno deve poter intraprendere la transizione a seconda dei vincoli e dei mezzi che ha a disposizione”.

Sulla cessione dell’Agi “siamo ancora in una fase interlocutoria.

Eni da oltre 10 anni è interessata a uscire totalmente dall’editoria e nel corso del tempo ha raccolto alcune manifestazioni di interesse per l’agenzia che però non si sono mai trasformate in accordi tra le parti.

Ora è stata fatta questa manifestazione da parte di un soggetto privato, oggetto di valutazione, ma abbiamo anche dichiarato pubblicamente la nostra disponibilità a ricevere e considerare altre proposte se ci saranno”, ha spiegato Zafarana.

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