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[L’anticipazione] Giuliano Amato sarà il nuovo presidente della Corte Costituzionale. Ma resta in corsa per il Quirinale

C’è un’altra partita, su tutt’altro campo, che si gioca in parallelo, sempre sul colle più alto, con quella per il Quirinale.

Il mandato del presidente della Consulta Giancarlo Coraggio scade infatti venerdì 28, e il 29 i giudici costituzionali si riuniranno per eleggere il suo successore. In questo caso il pronostico è semplice, perché la scelta dovrebbe cadere su Giuliano Amato, attuale vicepresidente della Corte e giudice costituzionale con più anzianità alle spalle, ma ad aggiungere suspence c’è quanto accade a Montecitorio.

Nella storia della Consulta il criterio dell’anzianità è in molte occasioni prevalso, ma in questo caso la scelta appare quanto mai prevedibile. Torinese di origini siciliane, ottantatre anni, giurista, professore emerito di diritto pubblico comparato, più volte ministro, ha all’attivo due mandati da presidente del Consiglio (1992-1993 e 2000-2001), cui vanno aggiunti l’esperienza internazionale e i buoni rapporti, anche se datati, con il centrosinistra: Amato vanta un curriculum che, specie nei mesi scorsi, gli è valso più di una menzione tra i quirinabili.

Anche ora qualche commentatore ritiene Amato una carta che potrebbe rispuntare a partire da giovedì, quando si abbasserà il quorum.

Lunedì qualcuno ha infilatola scheda con il suo nome nell’urna di Montecitorio.

Amato è stato nominato giudice costituzionale da Giorgio Napolitano il 12 settembre 2013, e se effettivamente i suoi colleghi dovessero sceglierlo come presidente della Corte, resterebbe in carica per 8 mesi e mezzo, prima del termine del mandato di 9 anni.

Intanto a Palazzo della Consulta si prepara l’avvicendamento.

Il presidente uscente Coraggio si è congedato durante l’ultima udienza, che si è aperta con la laudatio pronunciata dal vicepresidente Amato, che ha ricordato come “esemplare è stata la sua adesione alle ragioni della collegialità e forte l’impronta della sua personalità, forgiata dalla sue esperienze”, un saluto al collega, ma anche un discorso programmatico, forse. Coraggio lascia la Consulta dopo 9 anni, con gli ultimi 13 mesi al vertice. Il giudice che lo sostituirà è già stato indicato dal Consiglio di Stato, si tratta dell’ex presidente di Palazzo Spada Filippo Patroni Griffi.

Sabato la Consulta tornerà alla sua piena composizione, con l’insediamento del nuovo giudice. In mattinata si procederà con la verifica dei titoli di Patroni Griffi e il suo giuramento al Quirinale, dal presidente Sergio Mattarella (difficile un’accelerazione tale da consentire l’elezione e anche l’insediamento del nuovo Capo dello Stato). Alle 12 è prevista l’elezione del presidente della Consulta, poi la consueta conferenza stampa del neopresidente. Questo il programma, con un occhio a Montecitorio. Quirinale e Palazzo della Consulta distano solo una decina di metri.

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