Ai piani alti di palazzo Berlaymont ma anche nelle sale del Consiglio Europeo dove i governi tracciano le complesse geometrie del potere nello spazio comune si sta facendo strada l’idea di concedere più tempo, almeno un paio d’anni, a tutti i Paesi che hanno ricevuto i soldi del loro Pnrr per un importo globale di 750 miliardi di euro.
Lo scrive MF-Milano Finanza, aggiungendo che per l’Italia, che da quelle risorse ha attinto e attingerà per oltre 220 miliardi di euro, una decisione del genere rappresenterebbe una boccata di ossigeno, se solo si pensa all’immane lavoro che attende Webuild all’opera per realizzare entro il 2026 il primo tratto dell’alta velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria. Discorsi analoghi possono essere fatti anche per Enel, Fs e la rete Tim.








