La parola più abusata di questi ultimi giorni di campagna elettorale, sottolinea su Libero Mario Sechi, è “pace”, figuriamoci se c’è qualcuno che non la vuole.
Il problema è che nessuno sa dire come conquistarla, questa mitologica pace.
Gratta gratta, quello che viene fuori è l’antiamericanismo a prescindere, un regalo alla Russia, a Hamas e all’Iran che infatti lo usano per sostenere che l’Occidente è debole e in declino, dalla parte del torto, ma il pacifismo della sinistra sta toccando vette altissime di creatività: Giuseppe Conte dopo aver consigliato tempo fa a Zelensky di vestirsi più elegante (mentre gli ucraini muoiono sotto le bombe di Putin, la pochette è essenziale), ora parla a tutte le ore di “terza guerra mondiale”, tra uno svarione sintattico e l’altro, lo Zelig pentastellato ha fatto entrare in pista niente meno che il “capitalismo infetto”, una riflessione da Herbert Marcuse del Foggiano; nel frattempo, il Partito democratico sta scrivendo capitoli fondamentali di un manuale di confusione militare e la segretaria Elly Schlein, non sapendo come contenere la ritirata del suo Tarquinio che auspica l’abolizione della Nato, ha teorizzato “un’autonomia strategica dell’Ue nel seno dell’Alleanza atlantica” (strategica come? Con la cerbottana?); Nicola Fratoianni, sempre qualunquemente “à gauche”, l’ha buttata sul piano storico e ha spiegato che «la Nato è un’alleanza che risale a un altro tempo».
Manca Proust, ma il tempo di Nicola è senza dubbio perduto.
Il campo largo non c’è, ma se affidassimo la difesa dell’Europa a questa compagnia di giro, il camposanto per mano del primo dittatore che spara sarebbe una certezza.
Odiavano Donald Trump e questo dal 2016 al 2020 è bastato a dare una “copertura” ideologica al loro antiamericanismo, non conoscendo la storia, hanno sperato in Joe Biden, ma dopo il disastroso ritiro dall’Afghanistan (titolo dell’Economist: “La debacle di Biden”) hanno scoperto che con il presidente dem le guerre si sono moltiplicate e il mondo è sempre meno sicuro.
Trump sarà diverso?
Non lo sappiamo, ma la sinistra ha una certezza: è tutta colpa dell’America.
Per saperne di più:

Philippe Van Parijs, professore di Economia politica: “Reddito di base e tasse sulle grandi eredità ...

Sergio Nicoletti Altimari, vice dg della Banca d’Italia: “Serve cooperazione per ridurre gli squilib...

Milena Gabanelli, giornalista e ideatrice della rubrica Dataroom: “Un pensionato del ceto medio, dal...

Piano casa: “Per costruire servono risorse pubbliche. Il Piano Meloni va bene, ma non basta” | L’all...

Legge di Bilancio 2027, Fumarola (CISL): «Nessun assegno in bianco al Governo, ma no agli scioperi p...









