“L’accelerazione contemporanea di borse, oro e criptovalute e il recupero, lento ma costante, delle principali materie prime confermano l’ipotesi che la politica monetaria globale non è restrittiva come appare.
I tassi verranno tagliati, ormai è stato promesso e” il numero uno della Fed Jerome “Powell lo ha ribadito al Congresso, e si partirà comunque in giugno.
Il ritmo dei tagli non sarà però necessariamente regolare.
Ci siamo abituati, nei tre decenni passati, a cicli di rialzi e di ribassi dei tassi a raffica.
Questa volta potremmo invece vedere anche pause più o meno lunghe tra un taglio e l’altro.
Con una buona crescita globale (confermata dall’obiettivo cinese di un’espansione del 5% per il 2024) il rischio di una ripresa dell’inflazione rimarrà strutturale e indurrà le banche centrali alla prudenza”, spiega Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, secondo cui “l’Europa seguirà la Fed e taglierà in giugno.
Con i tagli ormai promessi, se l’inflazione sarà di nuovo superiore alle attese le tensioni si scaricheranno sui bond lunghi.
Per questo continuiamo a preferire le scadenze brevi-medie.
L’azionario, dal canto suo, ha ancora voglia e forza per salire, ma con i Magnifici Sette ora ridotti a Quattro, il rialzo dovrà ora distribuirsi anche sul resto del listino”.
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