Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Cosa succede quando è lo Stato a violare le sue stesse leggi? | L’analisi di Michele Ainis

“Se violi la legge, lo Stato ti bastona. E quando è lo Stato a violare le proprie stesse leggi? Quando non rispetta un termine, un vincolo, un limite di legge? Anche in questo caso il bastone ci cade sulla testa”. Così Michele Ainis su Repubblica parlando di ‘legalità illegale’: “Perché – scrive – s’incrina il rapporto di fiducia tra i cittadini e le loro istituzioni, perché in ultimo ci sentiamo buggerati. «Principio dell’affidamento», lo definisce la Consulta in centinaia di decisioni. E sono infatti innumerevoli le offese alla legalità commesse dal custode della legalità”. L’editorialista cita quindi dei casi in cui le leggi sono violate dallo Stato o dal governo: dal decreto sulle elezioni europee, al numero dei giudici costituzionali alle date della legge di Bilancio.

“Potremmo continuare a lungo quest’elenco di fatti e di misfatti. Potremmo per esempio aggiungervi la denuncia della famiglia Regeni, che nel gennaio 2021 ha presentato un esposto contro la vendita di fregate militari all’Egitto: la legge n. 185 del 1990 vieta infatti l’export bellico a Paesi che non rispettano i diritti umani. Oppure – sottolinea l’editorialista – potremmo mettere in fila i 18 condoni — uno per ogni mese del governo Meloni — che smentiscono le leggi fiscali preesistenti, con buona pace di chi le aveva osservate. D’altronde le norme retroattive, stabilendo oggi le regole di ieri, costituiscono l’ennesimo attentato al principio di legalità. Tanto più che in Italia si qualificano, ipocritamente, come leggi d’interpretazione «autentica», per conseguire effetti retroattivi senza dichiararlo. Furono appena 6, nei primi quarant’anni del Regno; ne sono state approvate 150, nei primi quarant’anni della Repubblica. Muove da qui il nostro malcontento. Da un potere pubblico che reclama obbedienza alle sue leggi, disobbedendo ai propri obblighi di legge.

Tuttavia la lealtà dev’essere reciproca, non un binario a senso unico. E d’altronde non è affatto fortuita l’assonanza tra ‘leale’ e ‘legale’. Giacché la legalità sleale diventa una sopraffazione, diceva Pericle in un dialogo che ci ha trasmesso Senofonte. Ma – conclude – Pericle è morto, e neppure noi stiamo troppo bene”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.