Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Un anno di guerra e nessun compromesso possibile | L’analisi

Sul Mattino di Napoli Massimo Adinolfi commenta il primo anniversario della guerra in Ucraina.

A un anno dall’inizio, osserva, l’operazione militare speciale lanciata da Putin ristagna. Dopo l’urto iniziale, e l’obiettivo, fallito, di far cadere rapidamente il governo di Zelensky con un’aggressione massiccia, scatenata su più fronti, il conflitto si è trasformato in una durissima guerra di logoramento. Di cui non si vede la fine.

L’Ucraina resiste. Paga un prezzo enorme in termini di vittime civili e militari, ma resiste. E la guerra, perciò, continua, con la sua scia di danni e di lutti infiniti.

A Monaco, nel corso dell’annuale Conferenza sulla sicurezza internazionale, Wang Yi, uomo di fiducia del presidente cinese Xi Jinping, si è detto pronto ad avviare un percorso di soluzione politica in vista di un cessate il fuoco, ma non è chiaro di quali spazi la diplomazia realmente disponga, e se questa iniziativa punterebbe davvero a favorire il processo di pace, o non piuttosto a indebolire il sostegno all’Ucraina dell’opinione pubblica occidentale.

Che cosa, peraltro, si deve considerare pace?

Probabilmente, non più che una situazione di fatto, che non riconoscerà le annessioni di Putin – lo sfregio al diritto internazionale è troppo grande – ma che, ragionando in termini freddamente realistici, difficilmente potrà restituire all’Ucraina la piena integrità territoriale, Crimea compresa. Un compromesso, dunque: ma chi dispone, oggi, del capitale politico per realizzarlo?

E d’altra parte: ha senso replicare i colloqui tra le parti che ci furono tra marzo e maggio dello scorso anno, senza che si aprisse alcuno spiraglio?

Dove potrebbero portare? Quando Macron ha detto, a Monaco, che non è ancora l’ora del dialogo, ha semplicemente preso atto della situazione.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.