Antonio Rosato, caposquadra esperto a Milano, racconta a Repubblica come si vive con meno di 2.000 euro al mese tra straordinari, offerte al supermercato e vacanze dai genitori in Calabria.
Da quasi trent’anni spegne incendi e soccorre persone, ma a Milano non può permettersi di vivere.
È la storia di Antonio Rosato, 53 anni, caposquadra esperto dei Vigili del fuoco, raccolta da Francesco Manacorda su la Repubblica del 2 ottobre 2026 nell’ambito della serie “L’Italia dei piccoli salari”, dedicata ai mestieri in crisi tra stipendi non più adeguati e orari spesso massacranti.
Nato e cresciuto a Reggio Calabria, Rosato abita nell’hinterland.
“Vivo a Legnano e questo ovviamente mi aiuta a contenere il costo della vita”, spiega al quotidiano.
Non solo per il prezzo delle case, ma perché lì trova molti supermercati vicini tra loro: se un detersivo è in offerta in uno, va a comprarlo lì e risparmia magari 5 euro.
“Piccole cose che prese una ad una sembrano non avere importanza, ma a fine mese ho risparmiato 50 o 100 euro”.
La casa di Cerro Maggiore, acquistata nel 2009 con un mutuo al 100% da 145 mila euro, è stata venduta.
Ora Rosato è in affitto a Legnano, in un bilocale da 500-600 euro al mese spese comprese, mentre cerca una nuova casa da comprare.
Lo stipendio e gli straordinari
La busta paga oscilla tra i 1.900 e i 2.000 euro al mese, a seconda delle trattenute.
A questi si aggiungono gli straordinari nei locali di spettacolo: dalle 20 alle 40 ore al mese, tranne d’estate quando teatri e stadi chiudono.
Soldi tassati al 35%, che si riducono a circa 10 euro l’ora.
“In questo momento 300 o 400 euro in più fanno comodo”, dice, “ma fare gli straordinari significa anche lavorare sei o sette ore in uno dei due giorni alla settimana in cui saresti libero”.
Nel 2019, dopo gli aumenti per la categoria, guadagnava circa 1.650-1.700 euro, straordinari esclusi.
“Ma adesso, mentre tutto rincara, i nostri rinnovi non tengono il passo con l’inflazione”.
L’ultimo contratto, ricorda, prevedeva per il periodo 2021-2024 un recupero dell’inflazione del 5%, a fronte di prezzi saliti di oltre il 15%.
Le rinunce quotidiane
Meno cene al ristorante o in pizzeria, ferie in Calabria dai genitori “perché così vedo loro e i vecchi amici, perché lì il mare è dappertutto e poi, sì, anche per risparmiare”: una settimana in Salento senza lussi costerebbe circa 1.500 euro.
Anche il viaggio è cambiato: in auto oggi costerebbe 500-600 euro, così Rosato prenota il treno con largo anticipo.
L’auto resta comunque necessaria per chi vive fuori Milano, anche per accompagnare a scuola il figlio diciottenne, all’ultimo anno di liceo, vista la scarsità di collegamenti.
È una Opel Meriva a benzina di seconda mano: la precedente diesel Euro 5 è stata venduta perché entrare a Milano sarebbe diventato complicato e costoso.
Per il figlio, insieme all’ex compagna che lavora in un supermercato, Rosato spende tra i 350 e i 500 euro al mese.
“Fortunati ad aiutare la gente”
Nonostante tutto, il caposquadra non si lamenta: “Alla fine ci sentiamo fortunati ad avere una professione che amiamo e che ci permette di aiutare la gente”.
E aggiunge che la sua è una categoria con la sicurezza dello stipendio ogni 23 del mese: “Me ne sono reso conto anche durante il Covid, quando tanti erano in cassa integrazione”.
Da un anno segretario provinciale dei Vigili del fuoco della Cgil, Rosato guarda però oltre il proprio caso.
“Se penso a un ragazzo di 25 o 26 anni che comincia questo lavoro con 1.500-1.600 euro e magari deve impegnarsi in un mutuo da 400-500 euro al mese, a cui aggiungere spese condominiali e bollette, mi chiedo come farà a mettere su famiglia”.
E il disagio lo vede anche durante gli interventi: “Quando entriamo in una casa popolare o in qualche zona disagiata, sempre più spesso vediamo persone che vivono in ristrettezze e sono anche più rassegnate, più tristi di prima.
Magari la facciata è di un certo benessere, ma poi vedi che quel benessere non c’è”.
Nessuna rabbia, ma “un pensiero un po’ in bilico” tra il desiderio di essere più gratificati economicamente e la consapevolezza che molti stanno peggio.
Per Rosato l’ascensore sociale non solo è bloccato, ma scende: “Una volta una classe media esisteva e stava bene, adesso rischia di non esistere più: c’è il benestante, che diventa sempre più benestante, e il ceto medio il cui livello scende verso il basso”.
I numeri
Secondo i dati pubblicati da Repubblica, un vigile del fuoco appena assunto guadagna tra 1.500 e 1.600 euro al mese.
Il Corpo conta circa 36 mila effettivi, di cui 33 mila in funzioni operative.
Tra capisquadra e capireparto le carenze di organico sono di circa il 20%.








