Il settore delle costruzioni ha rappresentato il traino della prima ripartenza dopo la pandemia. Ora sta subendo una serie di battute d’arresto, dagli stop al Superbonus al rincaro delle materie prime. Per poter capire quale sia la realtà dei fatti siamo andati a intervistare Umberto Vitiello, past president del Gruppo Giovani dell’Associazione dei Costruttori di Napoli e Vicepresidente Ance Giovani.
Ing. Vitiello, grazie per la sua disponibilità. Partiamo subito dal settore delle costruzioni. Anche grazie al superbonus, è stato il settore che ha trainato la prima ripartenza dell’Italia. Ora sembra esserci una fase di stallo. Qual è la reale situazione?
Nel 2021 il settore delle costruzioni ha rappresentato oltre un terzo della crescita del Pil del +6,5%, a testimonianza della centralità dell’edilizia sull’economia italiana. Tuttavia, a seguito del conflitto russo-ucraino si è assistito ad un aumento esponenziale delle materie prime, nonché a notevoli difficoltà di approvvigionamento dei materiali provenienti dalle zone interessate dal conflitto oltre al caro energia generatosi. Pertanto, la situazione attuale è effettivamente di stallo più totale.
Molte imprese, nell’incertezza del momento hanno scelto anche di fermarsi per arrestare l’emorragia quotidiana. Citando il nostro Past President Senior, noi costruttori siamo “soci” al 50% del PNRR ed in queste condizioni si rischia di fallire tutta una serie di obiettivi legati al piano. Il recente Decreto “Aiuti” restituisce soddisfazione agli sforzi e alle grida di allarme di questi mesi, tuttavia la revisione dei prezzari da parte delle stazioni appaltanti è urgentissima.
Il rapporto con il Superbonus edilizio sembra fondamentale per garantire una vera ripartenza delle costruzioni, ma il Governo non sembra appoggiare questa soluzione, perché non sostenibile da un punto di vista economico. Qual è la vostra posizione come ANCE?
Il superbonus ha dato una forte spinta al nostro settore dopo anni di forte crisi. Il centro Studi ANCE ha stimato che gli investimenti nel settore infatti sono cresciuti del +16,4% nel 2021 con numeri da record: produzione +24,3%, occupazione +11,8%, ore lavorate +26,7%. La situazione attuale in materia di bonus è diventata insostenibile per le nostre imprese, poiché tra cambi normativi ed istituti di credito che bloccano le cessioni, ci sono oltre 33mila imprese sull’orlo del fallimento con un ammontare complessivo di 2 miliardi di bonus congelati.
Il rischio di una nuova bomba sociale è veramente concreto. Purtroppo, a causa di alcuni “furbetti” pagano le conseguenze sempre le imprese di qualità, serie e sane, che ogni giorno lavorano con tanti sacrifici. Il Governo ricordi che ogni euro investito in edilizia genera una ricaduta complessiva sull’economia italiana con un effetto moltiplicatore di circa tre volte.
Il rincaro delle materie prime ha veramente messo in ginocchio il settore? Le gare di appalto vanno deserte: che soluzione può esserci a queste difficoltà?
Secondo l’analisi dell’ANCE, che ha monitorato le 57 gare per lavori pubblici bandite da ottobre 2021 a maggio 2022, è in atto una significativa «desertificazione delle gare», a dispetto del valore e dell’importanza dei cantieri messi all’asta, per effetto del caro materiali che sta mettendo in ginocchio l’intero settore. Tutti i bandi esaminati hanno evidenziato un numero di concorrenti a dir poco esiguo (meno di 5 concorrenti). In 19 casi, addirittura, le procedure sono andate deserte, lasciando orfane opere pubbliche per un controvalore di 1,8 miliardi.
Con il DL 50/2022 è stato dato un forte sostegno al comparto per l’anno 2022, che farà sì che i lavori in corso non si fermino e che le nuove gare che verranno bandite da ora in poi possano essere aggiudicate. Tuttavia, rimane fondamentale e urgente la revisione dei prezzari in linea con i reali valori di mercato per non vanificare gli sforzi fatti finora. .
Forse uno degli aspetti che sembra non attecchire nel mondo delle costruzioni è quello del digitale e della tecnologizzazione. Sono stati fatti passi avanti in questo senso? Ci sono spazi di ulteriore crescita?
La digitalizzazione e la tecnologia hanno chiaramente rivoluzionato il mondo delle costruzioni. Senza voler citare il Building Information Modelling che ancora non è ampiamente diffuso come strumento, si pensa a come il digitale abbia influenzato le fasi di progettazione, la redazione di computi e contabilità, nonché la gestione delle commesse.
Come Giovani ANCE rivolgiamo sempre grande attenzione verso le novità tecnologiche del settore e crediamo che ci siano sempre ulteriori spazi di crescita, basti pensare al mondo della stampa 3D che è ancora in fase embrionale. Tuttavia, il nostro lavoro è fortemente subordinato alla manualità e credo che anche in futuro sarà sempre strettamente condizionato alla presenza e alla qualità della manodopera. Ecco perché come giovani crediamo molto nella formazione del capitale umano.
La sostenibilità resta come elemento traversale da tenere presente in ogni azione che viene intrapresa. Anche se da molti è ritenuta una realtà troppo costosa. Come trovare equilibrio tra benefici e costi della sostenibilità in campo edilizio?
La sostenibilità è un investimento, e come ogni investimento ha un suo tempo di ritorno che può essere a breve o lungo termine. In questo contesto, i benefici si avranno a lungo termine e per coloro che non hanno ampie vedute più sembrare solo un eccesso di costo. In realtà, alla luce dei recenti accadimenti russo-ucraini, ed essendo il nostro settore uno dei più energivori, la sostenibilità non può essere più considerata come una scelta o una opzione, ma bensì come una priorità.
Credo che per trovare un adeguato equilibrio in campo edilizio, sia necessario introdurre dei criteri di premialità per chi opera nell’ottica green. Tuttavia, ritengo che questi criteri debbano essere ben disciplinati e debbano trovare risvolti pratici utili, altrimenti si rischia una strumentalizzazione del concetto o una sterile deviazione del tema con ulteriore e insostenibile aumento di norme e burocrazia per le nostre imprese.
Il Mezzogiorno può avere un ruolo determinante nella ripartenza dell’Italia, e il PNRR destina a questa realtà geografica una grossa parte dei fondi a disposizione. Qual è la strada che il Sud deve intraprendere per cambiare passo?
È inutile negare che la questione meridionale sia ancora oggi estremamente attuale. In questo senso è stato importante aver imposto il vincolo dell’utilizzo di almeno il 40% dei fondi PNRR per il mezzogiorno anche se personalmente auspicavo una percentuale maggiore. Anche lo stesso ministro Franco ha dichiarato che non basta il Pnrr per ridurre il divario Nord-Sud.
Il Mezzogiorno, che negli anni passati ha sempre lamentato l’assenza di risorse economiche, dovrà farsi trovare pronto a sfruttare una occasione più unica che rara. Servono progetti ben definiti e di rapida attuazione con importanti risvolti anche in termini di inclusione sociale. Tutto ciò, può realizzarsi solo grazie ad uno sforzo organizzativo per il coordinamento tra i tanti livelli amministrativi coinvolti, ingrediente che è sempre mancato nei processi è che ha aumentato il gap con il Nord.
Se potesse scegliere tre cose da chiedere al Governo per far ripartire subito il settore delle costruzioni, quali sarebbero le sue priorità?
La proroga dei Bonus edilizi e l’immediata revisione dei prezzari da parte delle stazioni appaltanti sono chiaramente urgenti. Tuttavia, vorrei ragionare a più ampio raggio e ritornare ad una condizione si “normalità” pre-pandemica, ove le nostre priorità (le quali continuano ad attanagliare il settore) erano e sono sostanzialmente tre.
La prima riguarda una totale revisione del codice degli appalti con una disciplina più snella ed in linea con quello che l’Europa sta chiedendo da anni. In seconda battuta c’è chiaramente la sburocratizzazione del settore e la riduzione dei tempi legati ai vari iter autorizzativi che negli anni hanno bloccato lo sviluppo del paese e messo al palo migliaia di sane imprese. Last but not least una maggiore digitalizzazione della pubblica amministrazione ed una gestione più tecnologica dell’intero processo edilizio.








