Su Repubblica Carlo Cottarelli commenta le previsioni della Commissione Europea pubblicate ieri ed espone tre sue riflessioni in merito.
La prima – scrive – riguarda l’Europa.
La crescita economica resta modesta, 0,8% per il Pil reale nel 2024.
Negli Stati Uniti si viaggia a un ritmo due-tre volte superiore.
Pesano su questa bassa crescita la precaria situazione tedesca e l’aspettativa che la politica monetaria della Bce resterà stretta per altri mesi.
La seconda riflessione riguarda l’Italia.
La crescita nel 2024 (0,7%) è più bassa dell’ottimistico 1,2% sul quale la legge di bilancio è stata costruita.
È solo di poco inferiore alla crescita media dell’area euro (0,8%), ma c’è poco da vantarsi perché la media è tenuta bassa dalla Germania.
Su 20 paesi dell’area siamo sestultimi.
E poi dovremmo crescere più degli altri se vogliamo recuperare il terreno perso nel ventennio precedente il Covid, il peggiore nella storia economica italiana.
La bassa crescita reale e una bassa inflazione comportano che il Pil in euro aumenterà meno del previsto.
Dato che il Pil è la base per la tassazione, le entrate dello stato cresceranno meno di quanto messo in bilancio e il deficit potrebbe salire al 4.5%-5%, contro l’obiettivo del 4,3% e ben sopra il 3% delle regole europee.
La terza riflessione, infine, riguarda il Portogallo, da cui forse dovremmo imparare qualcosa.
Attraverso le riforme, compresa la riduzione della burocrazia per favorire gli investimenti, il paese, dopo la crisi del 2011-12, ha iniziato a crescere rapidamente.
La spesa pubblica è stata contenuta attraverso la spending review e con le entrate che aumentavano trainate dal Pil, il Portogallo ha mantenuto dal 2016 un consistente avanzo primario (entrate meno spesa al netto degli interessi), positivo tranne che nel 2020-21.
Nel 2023-24 dovrebbe essere intorno al 2,5% (l’Italia ha ancora un deficit primario).
Conseguentemente i tassi di interesse sono scesi rapidamente e lo spread portoghese è la metà del nostro.
Risultato: il rapporto tra debito pubblico e Pil, sopra il 130% nel 2016, è previsto scendere sotto il 100% quest’anno.








