Banca d’Italia e RAI presentano la collana “Per una storia del pensiero economico”: cento interviste restaurate in cui economisti contemporanei raccontano i grandi del passato. Il Governatore: «L’indipendenza delle banche centrali si regge sulla fiducia, e la fiducia sulla comprensione».
Circa cento interviste, prodotte dalla RAI e custodite per anni nei suoi archivi, tornano accessibili al pubblico grazie a un lavoro di restauro avviato alcuni anni fa insieme alla Banca d’Italia.
Protagonisti sono economisti contemporanei che raccontano i grandi pensatori del passato.
La collana, intitolata “Per una storia del pensiero economico”, è stata presentata oggi a Roma, nella sede di Palazzo Koch, alla presenza del governatore Fabio Panetta e dell’amministratore delegato della RAI Giampaolo Rossi.
A illustrare il progetto sono stati il suo ideatore, Renato Parascandolo, e la curatrice scientifica, la professoressa Maria Cristina Marcuzzo.
Nel suo indirizzo di saluto Panetta ha sottolineato come il numero stesso delle interviste dia «la misura dell’impresa»: una raccolta che attraversa secoli di pensiero economico e mostra «quanto spesso le idee siano nate dall’esigenza di comprendere problemi concreti».
Ed è forse proprio questa concretezza, ha aggiunto, a far sì che quelle idee «continuino a parlarci».
Da Galiani a Keynes
Il Governatore ha richiamato alcuni esempi.
Nella Napoli del Settecento, Ferdinando Galiani osservava che modificare il valore della moneta non era un’operazione puramente tecnica, perché cambiava il peso dei debiti e incideva sui rapporti tra creditori e debitori: «Una lezione che ogni banchiere centrale conosce bene».
A cavallo tra Settecento e Ottocento, le guerre napoleoniche e la sospensione della convertibilità della sterlina spinsero Henry Thornton a interrogarsi sulla moneta cartacea, sul credito e sulle responsabilità della banca centrale.
Più di un secolo dopo, la crisi del sistema aureo e la disoccupazione di massa portarono Keynes a ripensare il rapporto tra moneta, tassi di interesse, produzione e occupazione.
Perché i prezzi cambiano?
Come circola il credito?
Che cosa accade quando il sistema finanziario entra in crisi?
Sono domande, secondo Panetta, che restano familiari: seguirne l’evoluzione nel tempo «aiuta a leggere anche le notizie di oggi» e ricorda che molte questioni attuali «hanno una storia più lunga di quanto spesso immaginiamo».
Babbage e l’intelligenza artificiale
Unica eccezione alla scelta di non soffermarsi sulle singole interviste, quella di Bertram Schefold su Charles Babbage, che ha colpito il Governatore «per la sua attualità».
Matematico dell’Ottocento e pioniere dell’informatica, Babbage pubblicò nel 1832 un libro sull’economia delle macchine e delle manifatture, intuendo che un’attività intellettuale, se scomposta in operazioni e tradotta in istruzioni, può essere affidata a una macchina.
«Oggi l’intelligenza artificiale ripropone, su una scala del tutto diversa, la stessa questione: quali compiti possono essere affidati alle macchine e come cambia, di conseguenza, il lavoro delle persone?».
Verso il Museo della moneta
La Banca d’Italia ha partecipato al progetto attraverso il proprio Archivio storico, con l’obiettivo di far uscire le interviste dagli archivi perché parlino «a studenti, ricercatori e cittadini».
La stessa idea, ha spiegato Panetta, anima il Museo della moneta dell’Istituto, ormai nella fase finale di realizzazione, dove le interviste troveranno «una collocazione naturale, anche nel percorso online».
Il Museo permetterà di ripercorrere la storia della moneta e di riflettere sulla sua natura: «Perché accettiamo di lavorare in cambio di pezzi di carta o, sempre più spesso, di una scrittura contabile digitale?».
Un tassello, quello del Museo, dell’impegno per l’educazione finanziaria: capire che cosa significa un tasso di interesse o come l’inflazione erode il potere d’acquisto aiuta a decisioni più consapevoli sul risparmio.
Ma la conoscenza economica, ha concluso il Governatore, serve anche a comprendere le scelte collettive, comprese quelle delle banche centrali indipendenti: «L’indipendenza si regge sulla fiducia, e la fiducia sulla comprensione.
Rendere i temi economici e finanziari più accessibili ai cittadini, senza rinunciare al rigore, contribuisce a costruire quella fiducia».








