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Tommaso Foti, Capogruppo FdI alla Camera: “Sui paesi sicuri non può decidere il magistrato”

“Le norme sono state rispettate, e i paesi di provenienza di quei migranti erano considerati sicuri. La decisione del tribunale di Roma, presa sulla base di una decisione della Corte Ue che non riguardava i due Paesi in esame, porta però il governo a una decisione”. Così al QN il capogruppo FdI alla Camera Tommaso Foti.

“Il trattato funziona – aggiunge – Von der Leyen e Starmer parlano di un modello innovativo e da seguire. Anche se capisco che questo dia fastidio alla sinistra. I principi a cui si ispira questo governo fanno già parte di un regolamento europeo, perciò anche stavolta le cose sono chiare. Non è chiaro piuttosto quanto avvenuto nei giorni scorsi”. “Il problema non è di competenze, ma è di fondo – prosegue – possiamo lasciare decidere ai singoli giudici, caso per caso, se un Paese è sicuro o meno? E se giudici diversi decidono. Con che modalità fissare la questione lo deciderà il governo. Ma di sicuro c’è che a decidere se un Paese è sicuro o meno non può essere un giudice ordinario, ma qualcuno al di sopra dei singoli casi”.

“Nordio è un giurista e si esprime nel merito, questo tendiamo spesso a dimenticarlo – aggiunge Foti – Rispetto alla email, invece, io non credo che i giudici possano permettersi di fare graduatorie di supposta pericolosità sui presidenti del Consiglio. In quella email si dice anche che Meloni è più pericolosa perché non ha processi in atto. Qualcuno potrebbe leggerci un suggerimento a indagarla per indebolirla. Credo che quella missiva dovrebbe essere attenzionata dal Csm, oltre che dal ministero”.

Ma “se qualcuno pensa che alzando il livello dello scontro non si andrà avanti con la separazione delle carriere sta sbagliando di grosso. Noi quella riforma vogliamo portarla a termine previo confronto. Se però emerge un pregiudizio, va da sé: il confronto decade”.

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