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Spendere bene i soldi del PNRR vuol dire creare uno scudo contro l’instabilità finanziaria | L’analisi

Spendere i soldi del Pnrr, e bene, è un elemento fondamentale per difendere l’Italia dai rischi dell’instabilità finanziaria globale generata dai problemi bancari negli Usa.

Lo afferma in un’intervista a La Repubblica Fabio Natalucci, che come vice direttore dell’Fmi per i Monetary and Capital Markets è al centro di questa tempesta.

“Non c’è bisogno di dirlo.

Il Pnrr è uno strumento fondamentale, ha effetti sulle riforme strutturali, aiuta la posizione fiscale, ma soprattutto la produttività”.

Si può ridiscutere, ma non rinunciare.

“Resto fuori da questa discussione, ma i soldi vanno utilizzati in maniera intelligente ed efficace”, osserva.

Sul possibile calo del credito bancario che potrebbe minacciare anche l’Italia “abbiamo valutato l’impatto del declino del prezzo delle azioni delle banche europee sull’attitudine al rischio per i prestiti, e l’impatto della landing capacity sul Pil europeo.

circa mezzo punto, e se il rallentamento si estenderà alle istituzioni non finanziarie ci sarà probabilmente un effetto di amplificazione”, annuncia.

Alla domanda sulle condizioni di salute del sistema bancario italiano risponde che “le banche in Europa godono di alcuni fattori positivi.

Uno è che questi portafogli soggetti al rischio mark to market sono più piccoli rispetto alle banche americane.

Poi le regole di Basel III vengono applicate a tutti.

Ci sono però due sfide.

La prima è la profittabilità in generale delle banche europee, più bassa di quelle americane.

Se l’economia rallenta, c’è il rischio di una riduzione dei prestiti.

La seconda potenzialmente è quando verso la metà dell’anno bisognerà iniziare a restituire i Tltro della Banca centrale Europea.

Due paesi hanno uno stock di Tltro superiore all’eccesso di liquidità disponibile, e l’Italia è uno”, conclude.

“Se ci fossero problemi, la Bce ha il Transmission Protection Instrument per affrontare i problemi di frammentazione e separare la politica monetaria dalla stabilità finanziaria”, continua.

In Italia, “l’ingrediente necessario per la stabilità finanziaria è la crescita.

Perciò è importante completare le riforme strutturali, far salire il potenziale del paese, riportare l’inflazione in basso, e l’outlook fiscale”.

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