Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Armando Spataro (Repubblica): «Manifestazioni no green pass: una riflessione sulla liberà e i suoi limiti»

Le manifestazioni dei “no green pass” sono lecite? Se lo chiede Armando Spataro evidenziando errori da non ripetere e analizzando la questione, a partire dal diritto di manifestare e dalla libertà di pensiero. «Occorre fare chiarezza sui principi elementari su cui si fondano la nostra Costituzione e leggi di supporto», spiega. «La stessa Costituzione, infatti, prevede (art. 17, ultimo comma) anche che i promotori di una riunione in luogo pubblico devono darne preavviso alle autorità che possono vietarle per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica».

«Tali incitazioni, peraltro, travestite da espressioni del libero pensiero, si manifestano anche su palchi nelle pubbliche piazze o con megafoni e sventolio di bandiere, persino a opera di personaggi inimmaginabili. E — aggiungo — che ciò avviene attraverso espressioni ambigue e strumentalizzazioni politiche di chi non vuole inimicarsi ampi bacini elettorali, sperando di pescarvi consensi, al punto da evitare di pronunciarsi con chiarezza sul dovuto scioglimento di associazioni di stampo neofascista», dice l’editoriale di Repubblica firmato dal magistrato.

«Sostenendo la libertà di espressione del pensiero» sottolinea Spadaro «i suddetti intellettuali dimenticano innanzitutto che anche la salute pubblica è bene primario previsto dalla Costituzione (art. 32) che prevale su altri diritti soggettivi, così come sulle ragioni dell’economia».

«È necessario chiedere dunque a politici e persone di cultura, nonché a quanti hanno il dovere di corretta informazione, di scendere in campo “senza se e senza ma”, condannando quelle forme di strumentale e dichiarato dissenso finalizzate invece solo ad agire illegalmente: i criminali di piazza vanno isolati e puniti, come lo furono negli “anni di piombo”, in particolare tra il 1976 e il 1978, quanti organizzavano a tavolino manifestazioni di piazza con uso di armi e bottiglie incendiarie, collocandosi strategicamente in precisi punti di cortei e piazze affollate, per far credere che esistesse in Italia un diffuso spontaneismo armato».

«Non si vuole qui affermare che i violenti di oggi siano simili ai terroristi di quegli anni: sarebbe un grave errore. Ma per evitare gli esiti violenti di certi cortei e proteste non si può delegare solo alla magistratura la loro punizione e alle forze di polizia la loro prevenzione, salvo protestare poi per supposte misure liberticide».

Per saperne di più:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.