“Nel mondo del calcio stanno spuntando ogni giorno in cui spuntano i primi nomi di indagati: Fagioli, Tonali, Zaniolo mentre si vocifera di altre decine di calciatori coinvolti. Lo sport più popolare non solo in Italia ma nel mondo è marcio. Non so se ricordate quando venne la moda degli oriundi. Fu una corsa a scovare falsi certificati di nascita, maternità o zie improbabili, soprattutto al sud d’Italia, dove i registri anagrafici erano inesistenti. Calcio voleva dire denaro. Tanto denaro. E per farlo ogni mezzo era buono”.
Lo sostiene Giancarlo Santalmassi, noto editorialista, in un’analisi sul magazine digitale Inpiù.net
“Tanto per parlare dell’oggi, quanto ha pagato la Juventus per le sovrafatturazioni? Oggi si riparla di Calciopoli (per analogia con Tangentopoli), termine con cui si indica lo scandalo che ha investito il calcio italiano nel 2006, coinvolgendo diverse società e numerosi dirigenti, sia delle stesse società che dei principali organi calcistici italiani (FIGC compresa), oltre ad alcuni arbitri e assistenti. Le squadre condannate dalla giustizia sportiva nel 2006 furono Fiorentina, Juventus, Lazio e Milan nel primo filone d’inchiesta; Arezzo e Reggina nel secondo. Ma non fu possibile accertarne le responsabilità poiché sopravvenne la prescrizione” aggiunge.
“L’indagine su Calciopoli seguiva di pochi mesi un’altra denominata Offside (fuorigioco in inglese), iniziata nel 2004 dalla procura di Napoli e incentrata sul calcioscommesse. I primi nomi che emersero dalle intercettazioni furono quelli dell’ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto, del direttore generale e dell’amministratore delegato della Juventus, rispettivamente Luciano Moggi (che telefonava sempre a giornalisti o direttori di giornali, usando toni da autentico mafioso), e Antonio Giraudo e del vicepresidente della FIGC, Innocenzo Mazzini. Nelle settimane successive comparvero i nomi di altri dirigenti di importanti società calcistiche e dei vertici arbitrali e federali, compreso il presidente della FIGC Franco Carraro. Tra gli intercettati ci fu anche l’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che chiedeva tramite Moggi favori arbitrali per la Sassari Torres (militante all’epoca in Serie C1)” prosegue l’editorialista.
“Dopo la pubblicazione delle prime intercettazioni, l’8 maggio Franco Carraro rassegnò le dimissioni da presidente della FIGC, seguito due giorni dopo da uno dei suoi vice, Innocenzo Mazzini. L’11 maggio fu il consiglio d’amministrazione della Juventus a rassegnare le dimissioni. Il 12 maggio venne reso noto che la procura di Napoli aveva iscritto nel registro degli indagati 41 persone tra dirigenti di club, dirigenti federali, vertici arbitrali, designatori, arbitri, assistenti, un giornalista e agenti della DIGOS di Roma. Il 16 maggio il CONI nominò l’avvocato Guido Rossi commissario straordinario della FIGC. Una sola domanda: è uno scherzo dell’avidità? Ma Zaniolo, Tonali e altri guadagnano così poco? Onore a Luciano Spalletti che non ci ha pensato due volte a spedirli a casa. L’Inghilterra è meglio affrontarla a testa alta” conclude.








