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Sergio Mattarella: «Sul terrorismo verità ancora da chiarire. Ora prendere tutti i latitanti»

«Sul terrorismo verità ancora da chiarire. Ora prendere tutti i latitanti». Così il presidente Sergio Mattarella al quotidiano La Repubblica in un’intervista in cui ricostruisce, il Giorno delle Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, quanto avvenne dall’inizio degli anni Settanta, quando «coloro che predicavano la morte» misero in pericolo le nostre libertà, causando lutti e tragedie, ma perdendo il confronto contro «la statura della nostra democrazia», che seppe difendersi senza mai applicare leggi di emergenza.

Il dovere morale, spiega il presidente della Repubblica, è quello di «non dimenticare» e di fare luce sugli angoli ancora bui di ciò che avvenne perché «la completa verità sugli anni di piombo è un’esigenza fondamentale per la Repubblica». E per il sistema Paese c’è un’eredità importante da valorizzare: il “patto di cittadinanza” che si impose sui terroristi e di cui anche oggi c’è bisogno per unirsi e risollevarsi dopo la pandemia.

Mattarella ringrazia il presidente Emmanuel Macron per il recente arresto in Francia di dieci latitanti degli anni di piombo, ed auspica che «altri Paesi stranieri ne seguano l’esempio». «La lotta al terrorismo – sottolinea – è indivisibile e impegna tutte le democrazie, insieme. Era una decisione che lo Stato italiano attraverso i diversi governi che si sono succeduti negli anni chiedeva da tempo. Ringrazio il Presidente Macron: con la sua decisione ha confermato amicizia per l’Italia e manifestato rispetto per la nostra democrazia».

«Mi auguro che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la loro latitanza in altri paesi. Vi sono state tante vite stroncate, ferite insanabili nei familiari che hanno visto sconvolta la loro esistenza. Lo Stato di diritto, la Repubblica democratica, seppero battere il terrorismo senza venire mai meno alla pienezza della garanzia dei diritti fondamentali, senza leggi eccezionali. Tanti corresponsabili di quei delitti, scontata la pena, sono da tempo in libertà, grazie ai benefici della legislazione italiana, piena di garanzie. Tutto questo in coincidenza di un processo di tenace e incessante conciliazione con le nuove istanze sociali e i nuovi protagonisti espressi dalla società».

Sugli anni di piombo, prosegue, «ci sono ancora ombre, spazi oscuri, complicità, non pienamente chiarite» e «l’esigenza di completa verità è molto sentita da. familiari. Ma è anche un’esigenza fondamentale per la Repubblica. Il trascorrere del tempo non colloca quanto avvenuto tra gli eventi ormai esausti, consumati, da derubricare».

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