Sergio Mattarella: «Sarà il lavoro a portare il Paese fuori dall’emergenza. Per il Pnrr fondamentale uno sforzo comune»

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Il lavoro è «fondamento della Repubblica» che, senza, «non potrebbe vivere», è «la condizione, e il motore, della ripartenza, della ricostruzione, della rinascita»: sarà il lavoro a «portare il Paese fuori da questa emergenza». Sergio Mattarella sceglie il Primo Maggio per rivolgere un nuovo «forte appello a unità» alla classe politica e alla società civile tutta, perché il Piano nazionale di ripresa resilienza richiede uno «sforzo comune» e non si può «sprecare l’occasione di compiere tutti insieme un passo in avanti».

Durante la cerimonia per la Festa del Lavoro al Quirinale, il presidente della Repubblica torna poi a chiedere «responsabilità». In primo luogo, nella gestione della pandemia. «Sono certo che da tanta sofferenza patita sia già nata una coscienza che prevale sulla tentazione di assecondare o di cavalcare lo sconforto». «Dovremo usare paziente sapienza per riconquistare la libertà dei comportamenti in piena sicurezza. Le incognite che comportino il rischio di ulteriori prezzi da pagare con la vita delle persone non sono ammissibili. È già troppo alto il sacrificio di vite umane che la pandemia ha provocato», ammonisce.

Un altro passaggio netto riguarda la difesa delle istituzioni europee, il giorno dopo l’inserimento di David Sassoli e di altri otto alti funzionari europei nella black list della Russia di Putin, come ritorsione alle sanzioni varate a marzo dall’Ue contro sei dirigenti russi per il caso dell’oppositore in carcere Alexei Navalny. «Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa svolta della strategia dell’Unione Europea e ne sosteniamo le istituzioni – scandisce Mattarella -: queste sono baluardo insostituibile di democrazia e di libertà ed è inaccettabile ogni attacco dall’esterno che pretenda di indebolirle». A quanto si apprende, in mattinata il capo dello Stato aveva telefonato al presidente del Parlamento europeo per manifestargli la sua solidarietà.

Ma è tutto focalizzato sul lavoro e sull’occasione dei fondi del Next generation Ue l’intervento del presidente della Repubblica, che in mattinata aveva deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime sul lavoro in piazzale Giulio Pastore, davanti alla sede dell’Inail di Roma. Nel Salone dei Corazzieri, al Quirinale, la ricorrenza è aperta dagli interventi del presidente dell’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, Edoardo Patriarca, del presidente della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro, Elio Giovati, e del presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Maurizio Sella.

Ha quindi preso la parola il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. «Ora il nostro massimo sforzo deve essere concentrato verso chi il lavoro l’ha perso o rischia di perderlo, verso chi ha dovuto interrompere la propria attività a causa della crisi sanitaria ma anche verso chi è sottoposto a condizioni di sfruttamento, caporalato e mancanza di tutele adeguate», afferma il ministro dem.

«La Festa del Lavoro è un’occasione che afferma la fiducia nel futuro – esordisce subito dopo Mattarella -. La fiducia di chi è impegnato a costruire, di chi si mette in gioco per conquistare nuovi traguardi. Non quella di chi attende, inerte, il compiersi di un destino». «Scambiarsi oggi l’augurio di buon Primo Maggio vale più di una pur significativa consuetudine. Ribadisce un legame di comunità, quel patto di cittadinanza, che ci fa sentire al tempo stesso responsabili e solidali, e ci impegna a consegnare alle generazioni più giovani il testimone dei diritti conquistati e di opportunità che si rinnovano. Stiamo attraversando un passaggio stretto e difficile. Per questo la festa di oggi reca con sé un ancor più forte appello all’unità».

Il pensiero di Mattarella è «più intenso» per i lavoratori «caduti» durante la pandemia e per coloro che hanno perso il lavoro per le restrizioni dovute al Covid. «L’equità fra territori, l’equità tra le persone e le famiglie, la evoluzione sociale, si reggono su una dinamica essenziale: la garanzia dell’opportunità di accesso al lavoro. Il sogno di ciascuno di poter progettare il proprio futuro, di progredire, di scegliere la propria condizione di vita, passa attraverso l’esercizio di questo diritto. Vale per i lavoratori dipendenti da imprese private e dalla pubblica amministrazione, vale per i lavoratori autonomi, per i professionisti».

«È una esperienza che possiamo attingere anche dagli sviluppi emersi nel cosiddetto mercato del lavoro in questi mesi. Un’esperienza certamente utile nelle prospettate trasformazioni delle regole che oggi presiedono questo ambito. Un campo, questo, in cui non sono tollerabili sfruttamento e violenza nei confronti dei lavoratori immigrati, che contribuiscono al benessere della nostra comunità e non si può consentire che vivano in condizioni non compatibili con la dignità delle persone. Diritto al lavoro è diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancora troppe morti a causa di norme eluse e violate. Non è tollerabile».

Il presidente della Repubblica ricorda poi le «antiche disuguaglianze» che la pandemia ha «accentuato». «L’incremento dell’occupazione femminile, in termini di quantità ma anche di qualità, è oggi condizione essenziale di una vera ripartenza dell’Italia – afferma -. Così come lo è la crescita del lavoro dei giovani». «L’Italia ha bisogno, anche oggi, di nuove generazioni di costruttori. Ne abbiamo più di quanto spesso non sappiamo: facciamo appello a loro – conclude -. Buon Primo Maggio all’Italia del lavoro. Buon Primo Maggio all’Italia che riparte».

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