Accogliamo con grande favore le dichiarazioni del presidente del Consiglio Nazionale ANCI, Marco Fioravanti, relative al conseguimento degli obiettivi straordinari del PNRR da parte delle amministrazioni locali: dagli asili nido alla riqualificazione urbana e dei borghi, fino al record della spesa per investimenti comunali.
C’è tuttavia un elemento fondamentale che non può e non deve essere dimenticato nell’analisi di questo successo: questi traguardi non sono caduti dal cielo, né si sono realizzati per inerzia burocratica, ma sono stati portati a terra giorno dopo giorno grazie al lavoro dei Funzionari PNRR (profili FG ed FT) in servizio nei Comuni.
Siamo noi – giuristi e tecnici reclutati con selezione pubblica inPA – ad aver curato le procedure complesse, sbloccato i cantieri, gestito i Quadri Tecnico-Economici e alimentato la piattaforma ReGiS, consentendo ai Sindaci di raggiungere i target richiesti dall’Unione Europea e dall’Italia.
«Esprimiamo vivo compiacimento per il riconoscimento del ruolo centrale dei Comuni», dichiara la Dott.ssa Tiziana Mori (Ph. D), portavoce e rappresentante nazionale del Comitato FG-FT PNRR.
«Tuttavia, dispiace constatare come nei ringraziamenti istituzionali ci si dimentichi troppo spesso del capitale umano e professionale che ha reso possibile questo “miracolo amministrativo”.
Se i Comuni hanno dimostrato una capacità di spesa e di gestione senza precedenti, è perché al loro interno operano professionisti ad alta specializzazione che hanno colmato le croniche carenze di organico degli enti locali».
Il Comitato Nazionale dei Funzionari PNRR pone dunque un quesito politico e operativo indifferibile alle istituzioni e alla stessa ANCI: cosa si sta aspettando per trasformare questo patrimonio di competenze in una misura strutturale di stabilizzazione?
Preservare il “metodo PNRR” per il dopo-2026, come auspica ANCI, non significa soltanto conservare regole e procedure, ma tutelare le persone che quel metodo lo applicano quotidianamente.
Disperdere questo patrimonio professionale al termine dei contratti significherebbe privare proprio i Comuni, in particolare i piccoli centri e le aree interne, della capacità tecnica necessaria per gestire la programmazione europea 2021-2027 (FESR, FSE+, FSC).
La soluzione giuridica e contabile esiste ed è già stata formalizzata dal nostro Comitato: l’utilizzo strategico e ad invarianza finanziaria delle risorse europee del PN CAP 2021-2027 (Azione 1.1.2 FSE+) e la creazione di percorsi dedicati per la continuità dei presidi tecnici territoriali.
«Saremo al fianco dei Sindaci e di ANCI per celebrare ogni successo», conclude la portavoce Tiziana Mori, «ma saremo altrettanto fermi nel chiedere che al riconoscimento dei risultati segua l’impegno concreto per la stabilizzazione dei Funzionari FG ed FT.
Il tempo delle pacche sulle spalle è finito: il Governo, le Regioni e l’ANCI aprano subito i Tavoli Tecnici per garantire un futuro a chi ha fatto correre il Paese».








