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Scudo aereo massimo, navi a Cipro e aiuti: ecco il ruolo dell’Italia in questa guerra | Lo scenario

L’Italia si prepara ad affrontare la crisi internazionale in Medio Oriente, con una serie di provvedimenti militari e politici.

Ecco le mosse principali del governo:

SCUDO MASSIMO

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato mandato al capo di Stato maggiore di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato.

L’ultima disposizione di questo tipo risalirebbe all’11 settembre del 2001 in occasione dell’attacco alle Torri gemelle.

L’iniziativa potrebbe prevedere un incremento degli equipaggi per lo scramble – (il decollo per motivi di emergenza) – dei caccia italiani dal nostro Paese e sistemi di difesa missilistica aerea in particolare nei territori dell’Italia meridionale più a rischio di essere raggiunti da missili balistici.

Inoltre il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha inviato a prefetti e questori una circolare per il rafforzamento della vigilanza sulle basi militari americane in Italia e sui siti sensibili riconducibili alla filiera di produzione ad interesse militare.

BASI USA SOLO CON L’OK DEL PARLAMENTO

Nell’aeroporto di Sigonella in Sicilia, una delle principali infrastrutture militari americane in territorio italiano, droni e aerei americani utilizzano al momento – grazie ai trattati già esistenti – lo scalo per rifornimento, logistica e sorveglianza aerea.

Secondo gli accordi, nel caso in cui gli Stati Uniti intendano utilizzare la postazione come trampolino di lancio per scopi bellici – come gli attacchi a Teheran – serve l’ok del governo italiano.

L’Esecutivo ha comunque annunciato che condividerà con il Parlamento eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa in questo senso.

AIUTI NEL GOLFO

È previsto a breve un provvedimento che dispone l’invio di sistemi di difesa aerea in Medio Oriente per i Paesi del Golfo che ne hanno fatto richiesta, come Qatar, Emirati e Kuwait.

Il pacchetto prevede dispositivi anti drone e strumenti antimissilistici, per questo è molto probabile l’invio del potente sistema Samp T.

Da un punto di vista normativo non è ancora chiara la modalità dell’invio: di sicuro il provvedimento deciso dal governo dovrà poi superare l’esame delle Aule.

NAVI IN DIFESA DI CIPRO

In coordinamento con Spagna, Francia e Olanda, nei prossimi giorni l’Italia invierà una nave a protezione della difesa aerea di Cipro, dopo che l’isola è finita nel mirino dei missili iraniani.

Roma potrebbe decidere di inviare la “Schergat”, attualmente impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro, che tra i suoi compiti ha quello di garantire la sicurezza.

In ogni caso si tratterà di una fregata utilizzabile in funzione anti drone con un sistema di difesa radar che avvista gli intrusi a circa 200 chilometri di distanza.

Esse dispongono di missili Aster 30 – (gli stessi utilizzati con il Samp T) – con un raggio d’azione di 100 chilometri e un cannone da 76 millimetri.

EVACUZIONE DEI SOLDATI

In Kuwait è in atto un movimento di 239 militari italiani verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82.

Anche in Qatar 7 dei 10 soldati stanno raggiungendo l’Arabia Saudita.

In Bahrein, dove ci sono 5 militari, si sta ritirando il personale.

In Libano la situazione resta in attesa degli sviluppi e ulteriori valutazioni: nel caso si decida per l’evacuazione, è pronta a sopraggiungere una nave italiana per questo tipo di operazione.

Prima dell’inizio del conflitto, nell’area interessata dalla crisi in Medio Oriente si contavano 2.576 militari del nostro Paese.

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