«Siamo già ai vertici in Italia e ci posizioniamo bene anche nelle classifiche europee per attività in gestione e al momento siamo impegnati nell’integrazione di Pramerica che aggiungerà masse significative al nostro patrimonio: è un’operazione che ci assorbe al 100%, sta procedendo in modo spedito e contiamo di portarla a termine nella seconda parte dell’anno». Lo afferma in un’intervista al Sole 24 Ore Saverio Perissinotto, AD di Eurizon, la società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo.
«Il nostro mestiere è costruire prodotti competitivi in ogni contesto di mercato – spiega – e continueremo a svolgerlo anche nel momento in cui i tassi di interesse dovessero risalire, proponendo soluzioni che possano permettere ai nostri clienti di costruire portafogli diversificati in grado di raggiungere gli obiettivi che si sono posti nel medio periodo».
Perissinotto non sembra particolarmente allarmato dal possibile ritorno della volatilità sui mercati e dal cambio di scenario che rischia di materializzarsi con il ritorno dell’inflazione e il rialzo dei rendimenti obbligazionari.
«La struttura del nostro conto economico è tale da offrire una buona resistenza anche nei momenti difficili, grazie a una struttura di ricavi ricorrenti che rappresenta larga parte delle entrate complessive e a costi estremamente contenuti dalle economie di scala che il nostro gruppo è in grado di sfruttare».
«Ogni società del settore ha poi caratteristiche differenti, ma c’è un elemento che accomuna l’intera industria del risparmio e che mi rende fiducioso. Oggi esiste una forza che ancora non è stata completamente fattorizzata e che viene data dalla tendenza della clientela a uscire dalla raccolta diretta per dirigersi verso le soluzioni di risparmio gestito».
«Credo che se dovesse alzarsi un vento contrario sui mercati questo fenomeno possa comunque costituire un fattore di supporto allo sviluppo di medio periodo. Anche perché l’industria ha fatto grandi progressi nel campo della consapevolezza del valore del risparmio e sta raggiungendo gradi di maturità crescente».
Su gran parte del denaro che giace parcheggiato in modo improduttivo sui conti corrente resta però ancora da smobilizzare. Secondo Perissinotto «la vera questione resta convincere il cliente che quando tiene i soldi sul conto corrente può perdere delle opportunità e che se invece accetta un minimo di volatilità il denaro investito può offrire rendimenti interessanti a medio termine. Risolvere questa equazione è compito di quanti, come noi, costruiscono i prodotti e anche di chi poi sta più vicino agli investitori».
«Da parte nostra, abbiamo lanciato a supporto dell’iniziativa di conversione della liquidità nuovi strumenti dedicati ai clienti di Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che mirano a offrire un rendimento reale positivo al termine del periodo di investimento e una gestione di portafogli caratterizzata da un’esposizione graduale in strumenti finanziari azionari, in modo da avvicinare i risparmiatori al mondo degli investimenti».
«Esiste in effetti una sorta di “ultimo miglio” che è più faticoso da percorrere, ma credo che la qualità dei canali distributivi sia diventata davvero eccellente anche grazie agli investimenti in formazione e tecnologia a supporto delle reti distributive che sono stati effettuati. È necessario – conclude- compiere uno sforzo congiunto fra le fabbriche, che sono chiamate a fornire prodotti, ma anche soluzioni competitive, e chi poi deve codificare la proposta in modo corretto e in funzione per lo più delle esigenze della clientela finale».
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