Cassa integrazione e blocco dei licenziamenti fino all’estate, oltre a tre riforme essenziali: ammortizzatori, politiche attive e pensioni, permettendo a chi avrà perso il lavoro di riqualificarsi e ricollocarsi oppure avvicinarsi alla pensione. Questa la bozza del piano per il lavoro del nuovo governo Draghi, secondo La Repubblica.
Il neo ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha già incontrato domenica i sindacati e i rappresentanti delle imprese, per poi, entro fine mese, ridiscutere le linee guida su Cig e politiche per l’occupazione. Un confronto a tutto campo, senza forzature e strappi, seguendo la sollecitazione del premier Draghi rispetto alla “coesione sociale” e quella del Capo dello Stato Mattarella, ad affrontare quanto prima il termine del 31 marzo, quando scadrà il divieto di licenziare. Ora che il quadro sanitario torna ad essere preoccupante e il piano vaccinale non decolla. Quasi scontata la conferma della cassa integrazione, così come il divieto di licenziare.
Per buona pace di Confindustria, che dalla sua non alza le barricate, nonostante la richiesta a Orlando di un blocco dei licenziamenti selettivo, solo per i settori in crisi o chiusi dai provvedimenti del governo per contenere l’epidemia. Posizione che non trova il favore dei sindacati perché «sarebbe complicato decidere chi è in crisi e chi no, all’interno di settori produttivi e filiere stratificati e interconnessi». Per Cgil, Cisl e Uil, insomma, ancora stop ai licenziamenti e Cig Covid più a lungo possibile. Il ministro Orlando parte da una proposta lasciata in consegna dall’ex ministra Nunzia Catalfo: 18 ulteriori settimane di Cig Covid e divieto di licenziare per chi la usa, ma a scalare. All’industria poche settimane, ai servizi di più, ma non è detto che sia questo lo schema ora.
Potrebbe passare la linea dei sindacati, ma per un periodo molto contenuto, altri tre mesi fino alla fine di giugno. Arrivare all’estate per alzare la rete di protezione, con un piano vaccinale forte che dovrebbe attenuare l’allerta sanitaria. Oltre a un intreccio tra politiche attive e passive che possa assicurare una caduta morbida ai disoccupati: coperti dai sussidi e avviati alla riqualificazione. Insomma, l’obbiettivo sarà rinviare di qualche mese, puntando tutto su una stagione, l’estate, che ci si auspica sia di ripresa. Grazie ai primi fondi del Recovery, ai cantieri che cominciano a riaprire, al turismo che riparte.
La chiosa finale riguarda anche il traguardo pensionistico, avvicinato dai contratti di espansione e solidarietà e da un’Ape sociale rafforzata, in vista della fine dell’anticipo di Quota 100 (31 dicembre). Un terzo di chi ha scelto sin qui Quota 100 era in Naspi o senza lavoro a 62 anni, dei profili difficilmente ricollocabili nei nuovi settori su cui si scommette: verde e digitale. Per questo si rafforzeranno i sostegni ponte fino all’età di uscita per la vecchiaia che tornerà a correre, in base alla legge Fornero a quota 67 anni.








