Il provvedimento sui rave? «Non credo crei più sicurezza e dissuada dai rave party», dice l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. «È una norma lunare: per come è scritta può riguardare qualsiasi contestazione» afferma in un’intervista a Repubblica.
Secondo l’avvocato, «l’unico obiettivo di dare un segnale politico all’elettorato di destra. Si usa lo strumento del decreto malgrado non vi sia necessità e urgenza, come previsto dalla Costituzione. Tutte le commissioni ministeriali di riforma del Codice penale, coi governi di centrosinistra e di centrodestra, si sono espresse per una ampia depenalizzazione e per sanzioni diverse dal carcere, che deve essere l’estrema ratio. Questo provvedimento va in direzione opposta».
Inoltre, aggiunge, «è una norma controproducente. Lo prova quanto accaduto a Modena, dove non ci sono stati episodi di violenza nel rave party, e grazie al dialogo e al confronto tra le migliaia di ragazzi, le forze dell’ordine e il sindaco, dopo due giorni di musica, i giovani hanno lasciato il capannone in ordine e pulito. Se si vogliono contrastare comportamenti come il raduno di giovani, dove vi possa anche essere uso o abuso di sostanze stupefacenti, non è con il carcere che lo contrasti», conclude.
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