Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Patuelli (presidente Abi): «Vi spiego perché gli italiani travolti dalla pandemia devono ringraziare l’Euro»

“Fra le polemiche spazzate via dalla pandemia vi è quella sull’Euro, durata, con fasi carsiche, circa un ventennio, dopo la fase di cambio della moneta che, come altri cambi di valuta, penalizza inizialmente, frequentemente, il valore d’acquisto”. 

Lo spiega Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana. 

“La pandemia ha costretto gli Stati ad indebitarsi per far fronte alle emergenze. Persino l’Unione Europea ha deciso di iniziare a indebitarsi per favorire il rilancio dell’economia”. 

“L’Italia è stata sorpresa dalla pandemia con un già assai ingente debito pubblico, accumulato progressivamente e costantemente in particolare nel mezzo secolo precedente, e ha dovuto, con voti unanimi (o quasi) del Parlamento, approvare progressivi ingenti ulteriori indebitamenti con le rigide procedure dell’articolo 81 della Costituzione della Repubblica che li permette «al verificarsi di eventi eccezionali»” spiega Patuelli in un suo editoriale sul Sole 24 Ore. 

“Per fortuna, nella pandemia, l’Italia non ha più la vecchia Lira, la valuta che perdeva progressivamente valore d’acquisto con alta inflazione e svalutazioni, che lasciava conseguentemente erodere risparmi, stipendi e salari e che aveva tassi altissimi, frequentemente a due cifre”. 

“Nella pandemia lo Stato italiano, tante imprese e famiglie si sono dovute indebitare ulteriormente, ma con interessi infimi, incredibilmente bassi, sconosciuti alla plurisecolare storia della Lira italiana. Con i tassi infimi, i debiti pubblici e privati italiani sono assai meglio sostenibili”. 

“Di questo si deve dar merito alla solidità dell’Euro e alle decisioni della Banca Centrale Europea (di cui fa parte autorevolmente la Banca d’Italia)” prosegue nel suo intervento. 

“A tutto ciò si aggiunge l’attesa degli aiuti dell’Unione Europea all’Italia perla ripresa economica e sociale, che favoriscono innanzitutto l’Italia, perfino con ingenti risorse da non rimborsare”. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.