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Paolo Agnelli, presidente Confimi: “L’ex-Ilva torni ad essere un’azienda italiana”

“Il più grande laminatoio in continuo d’Europa deve tornare in mano all’Italia. Non possiamo sacrificare il nostro sistema industriale in nome di un’Europa priva di spirito solidale e che permette soltanto a qualcuno di fare i propri interessi”. Lo ha affermato Paolo Agnelli, industriale metallurgico e presidente di Confimi Industria, che nel giorno dello sciopero dell’Ilva di Taranto ribadisce la solidarietà a lavoratori e aziende subfornitrici, e si appella al governo.

“Gli eccellenti industriali italiani del settore sono gli unici che in pochi anni sarebbero in grado di risanare e rilanciare lo stabilimento di Taranto: il governo si impegni a salvaguardare i nuovi entranti dai reati ambientali di cui non sono i diretti responsabili, dando dieci anni di tempo per la bonifica e la trasformazione degli impianti e assicurandone la garanzia sui finanziamenti. Se necessario, anche ponendosi contro alle normative europee”. “Sia l’affare Ilva il segnale sia l’industria italiana e l’agricoltura europea possano tornare a operare liberamente senza vincoli non democratici”, ha concluso.

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