Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Pagamenti alle imprese: lo Stato diventa virtuoso, bonifici entro 30 giorni | L’analisi

Sorpresa: dal 2024 la Pubblica amministrazione, nota per i proverbiali ritardi nei pagamenti, salda le fatture commerciali nei tempi di legge. Certo, al limite, se si considera che per farlo impiega in media 29,6 giorni rispetto ai 30 massimi concessi dalla direttiva europea, soglia che sale a 60 per gli enti del servizio sanitario nazionale (Ssn) e per alcune transazioni commerciali particolari. Il rispetto dei tempi, che emerge dai dati di recente diffusi dalla Ragioneria generale dello Stato, rappresenta una novità, perché ancora nel 2023 alla Pa occorrevano in media 33,4 giorni per onorare le fatture commerciali. Mentre nel 2019 ce ne volevano ben 43,4.

Negli ultimi anni, come evidenzia la stessa Ragioneria, la costante e graduale riduzione dei tempi di pagamento è stata favorita dal controllo «puntuale e rigoroso» effettuato dalla Commissione europea. Un monitoraggio che segue la procedura di infrazione avviata verso l’Italia nel 2014 proprio a causa dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Il controllo di Bruxelles mira, inoltre, a verificare il raggiungimento di uno degli obiettivi cruciali del Pnrr, quello appunto relativo alla riduzione dei tempi in cui la Pa onora le fatture. Per muoversi in questa direzione, l’Italia ha attuato una serie di interventi di carattere normativo, amministrativo e strutturale, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Guardando ai diversi soggetti della Pa, le Regioni e le Province autonome sono le più virtuose perché nel 2024 hanno pagato in media in 18,4 giorni, seguite dagli enti pubblici nazionali (20,7) e da quelli locali (25,7). Si sale a 29,1 giorni per le amministrazioni dello Stato, fondamentalmente i ministeri, mentre la Sanità, che come detto ha a disposizione più tempo, è la più ritardataria con 35,4 giorni. Non a caso, senza considerare il Ssn, i tempi medi di pagamento scendono a 25,6 giorni. In parallelo, si è ridotto il debito commerciale della Pubblica amministrazione, passato a 23,2 miliardi dai 24,9 del 2023 e dai 31,2 di fine 2018. La cifra di 23,2 miliardi risulta suddivisa in una componente scaduta da 10,3 miliardi e in una ritenuta fisiologica da 12,9.

Nel 2024, sono state registrate 30,4 milioni di fatture destinate alla Pa, per un importo totale di 207,2 miliardi che scende a 198 se si guarda all’ammontare dovuto, al netto cioè degli importi sospesi e non liquidabili. In relazione a tali fatture, la piattaforma dei crediti commerciali, gestita e monitorata dalla Ragioneria, ha rilevato che il 95,9% dell’importo dovuto (189,8 miliardi) alla fine di marzo risultava essere stato pagato.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.