Sugli sfratti sii registrano nel 2022 «dati clamorosi e drammatici: – dice l’Unione inquilini – oltre 30.000 esecuzioni con la forza pubblica (+218,60%). Si sfiorano le 100 mila richieste di esecuzione (+circa 200%)». I numeri pubblicati dal ministero degli Interni suscitano reazioni diametralmente opposte: i sindacati parlano infatti di “dati drammatici” mentre la Confedilizia sostiene si tratti di un dato normale.
«Quasi 42 mila le nuove sentenze (+circa 10%). E ancora non è calcolato l’impatto dell’azzeramento dei fondi da parte dal governo (il taglio parte dal 2023)», dice la segretaria Silvia Paoluzzi. «Uno tsunami che travolge la coesione sociale nelle città, effetto della mancanza di politiche sociali e di qualsiasi forma di intervento pubblico, effetto della devastante deregulation degli affitti turistici che il governo lascia senza limiti e controlli. Una situazione insopportabile» prosegue «a cui il governo risponde con cinica indifferenza, apprestandosi a negare anche in questa legge finanziaria il piccolo ombrellino di protezione del fondo sostegno affitti e per la morosità incolpevole. Chiamiamo alla mobilitazione e alla lotta».
Anche il Sunia spiega: «Come avevamo ampiamente denunciato nel corso degli ultimi due anni, la situazione risulta precipitata, riportandoci a numeri pre-pandemici, anzi peggiori degli anni 2018 e 2019. Lo stato in cui ci troviamo è frutto della totale assenza di politiche di sostegno alla locazione e allo stato di abbandono in cui sono state lasciate le famiglie dal 2020 in poi».
«La pandemia e le catastrofi socioeconomiche che si sono succedute sono state completamente ignorate dai governi di questi anni, con la colpevole aggravante del governo Meloni, nello specifico da parte del ministro Salvini, con la cancellazione del Fondo di sostegno all’affitto e del Fondo per morosità incolpevole. Riteniamo che, a questo punto, non sia rinviabile un confronto serio su come far fronte allo stato d’emergenza che investe oltre 140.000 famiglie colpite da un provvedimento di sfratto e le oltre 30.000 che lo hanno subito nel corso dell’ultimo anno».
La situazione è normale per Confedilizia: «Al di là dell’ovvio aumento dei numeri rispetto ai quasi due anni di stop agli sfratti (2020-2021), periodo che quindi non ha alcun senso prendere a riferimento (come incredibilmente fa invece un sindacato degli inquilini), il rapporto del ministero indica una situazione di sostanziale stabilità quando non di diminuzione. Anche se la situazione non presenta novità di rilievo, a giudizio della Confedilizia permane la necessità di mantenere alta l’attenzione sul comparto della locazione, attraverso la conservazione e/o il rafforzamento delle misure tese a sostenerlo».








