Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Nuovo Codice della strada: la proposta punta a eliminare l’obbligo di patente in tasca e ad alleggerire le multe | L’analisi

Meno sanzioni per le infrazioni minori, più severità per i comportamenti pericolosi. Tir e bus guidabili fino a 70 anni, 150 km/h in autostrada a certe condizioni e stretta sulle targhe estere.

Il Codice della strada cambia ancora.

Il nuovo testo, voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha ottenuto il primo via libera del Consiglio dei ministri per l’esame preliminare e rimette mano alle norme approvate nel 2024.

Si tratta di un decreto legislativo di 294 articoli, che ora dovrà seguire l’iter parlamentare: le Camere esprimeranno un parere non vincolante.

Come riporta La Stampa, citando fonti ministeriali, l’entrata in vigore è prevista per il primo gennaio 2028, ma solo se il regolamento attuativo diventerà operativo entro il primo giugno 2027; in caso contrario la partenza slitterà al primo aprile 2028.

Il percorso nasce dopo la riforma organica del dicembre 2024: il ministro ha promosso una revisione attraverso un confronto con oltre cento operatori e associazioni di settore.

Secondo il ministero, il nuovo Codice punta a una generale diminuzione delle multe e, allo stesso tempo, a contrastare i comportamenti che mettono a rischio la sicurezza degli utenti della strada.

Stop all’adeguamento automatico all’inflazione

Uno dei punti più rilevanti riguarda il mancato adeguamento delle sanzioni all’inflazione.

L’aumento degli importi era già slittato per il terzo anno consecutivo e la fine della proroga, a fine 2026, avrebbe comportato un rincaro improvviso di circa il 20%.

Fonti ministeriali hanno spiegato a La Stampa che si è scelto di non applicare gli incrementi biennali del 2% previsti dalla legislazione vigente.

Il nuovo Codice supera l’attuale meccanismo automatico con un sistema più flessibile e discrezionale, che scatta solo in presenza di aumenti inflattivi superiori al 5% rispetto all’ultimo adeguamento, lasciando comunque libertà nella determinazione della percentuale di incremento.

Multe più basse

Il testo, sottolinea il Mit, prevede una generale diminuzione delle multe.

La razionalizzazione delle sanzioni porta a un arrotondamento al ribasso degli importi: i minimi edittali più comuni, oggi di 26 e 42 euro, scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni da 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.

Le fasce sanzionatorie passano da 82 a 21.

Chi multa, incassa

Cambia anche la destinazione dei proventi, finora legata al tipo di infrazione.

Varrà il principio “chi multa, incassa”: le somme andranno all’ente da cui dipende l’organo accertatore.

Per gli enti locali, solo il 50% delle entrate sarà vincolato alla sicurezza stradale.

Sul fronte delle notifiche, i Comuni avranno 45 giorni anziché 90 per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata.

Qualsiasi riscossione coattiva dovrà essere preceduta da un avviso bonario e i verbali palesemente errati saranno annullati d’ufficio.

Addio a “patente e libretto”

La celebre richiesta del vigile di Alberto Sordi diventa un ricordo: il nuovo Codice elimina l’obbligo di portare con sé i documenti fisici di guida e di circolazione.

Patente e carta di circolazione non saranno più documenti da esibire: in caso di controllo, gli agenti verificheranno i dati tramite le banche dati digitali nazionali.

L’intero procedimento sarà dematerializzato: il verbale potrà essere redatto in formato digitale e messo subito a disposizione del trasgressore su piattaforme telematiche dedicate.

La modalità prioritaria di notifica diventerà il Servizio delle notifiche digitali della PA (SEND); le modalità tradizionali, all’indirizzo di residenza, resteranno solo in assenza di un domicilio digitale del conducente.

Limiti di età

Per le patenti del gruppo 1, compresa la B, il rinnovo ordinario decennale si applicherà fino a 65 anni, anziché fino a 50.

Per il trasporto professionale di merci e passeggeri, cioè tir e bus, con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE), il limite anagrafico sale da 68 a 70 anni, con l’obbligo di una verifica ogni due anni.

Pedoni e disabili

Novità importanti per i pedoni.

Prima di attraversare, i pedoni dovranno fermarsi e verificare che i conducenti in arrivo li abbiano visti e si siano fermati per dare loro la precedenza.

Arrivano nuovi divieti di attraversamento: nelle rotatorie, fuori dai centri abitati e in prossimità o in corrispondenza di curve o dossi.

Vietato anche attraversare di corsa o senza fermarsi.

Quanto ai disabili, tutti i Comuni saranno obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale Cude (Contrassegno unificato disabili europeo): gli enti inadempienti non potranno utilizzare i dispositivi di controllo a distanza per le violazioni della sosta riservata e delle Ztl.

Ausiliari del traffico

Vengono rafforzati i servizi ausiliari di polizia stradale.

Se finora il loro impiego era limitato ad alcuni accertamenti, in futuro potranno supplire alle carenze di organico delle forze locali per migliorare la gestione della circolazione o intervenire in situazioni critiche.

In autostrada fino a 150 km/h

Tra le novità c’è la possibilità di elevare a 150 km/h il limite di velocità in autostrada, a patto che ci siano tre corsie più una corsia di emergenza per ogni senso di marcia e apparecchiature per il rilevamento della velocità media, i cosiddetti tutor, su alcuni tratti.

Si inaspriscono invece le pene per la pirateria stradale, cioè l’omissione di soccorso.

I motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti.

Bici a pedalata assistita e monopattini

Per i cicli a propulsione, come le bici utilizzate dai rider, scatterà l’obbligo di casco e contrassegno.

Per i monopattini elettrici sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.

Nella bozza del decreto si legge inoltre che i Comuni potranno individuare parcheggi riservati ai monopattini, “anche sui marciapiedi”: le aree dovranno essere dotate di rastrelliere e lasciare un corridoio per i pedoni non inferiore a 1,5 metri.

Il debutto della guida autonoma

La guida autonoma entra nella definizione stessa di veicolo: viene eliminato il riferimento all’obbligo che il mezzo sia necessariamente condotto da un conducente.

In una prima fase sarà richiesto un controllore a bordo, pronto ad assumere la guida in caso di emergenza.

Dall’entrata in funzione dell’Osservatorio sui sistemi a guida automatizzata, la supervisione potrà avvenire anche da remoto.

Stretta su chi guida senza assicurazione

Giro di vite per chi circola senza Rc auto: è previsto il divieto di circolazione a tempo indeterminato (articolo 14 del decreto legislativo).

Dopo i controlli sulle banche dati della Motorizzazione, il proprietario verrà invitato a documentare eventuali cause di esenzione o a provvedere alla copertura.

Alla scadenza del termine scatterà il divieto digitale di marcia a tempo indeterminato.

Targhe estere e “sinistro”

Per i veicoli stranieri, in caso di mancata identificazione o notifica, la violazione potrà essere notificata nei cinque anni successivi, durante un nuovo controllo in Italia.

Infine, una novità linguistica: come riporta La Stampa, il termine “incidente” sarà sostituito da “sinistro”, per sottolineare che questi eventi non sono fortuiti né inevitabili.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.