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Montagna: aumenti di +6,9% per le tariffe delle scuole sci, 54,30 euro per 1 ora di lezione individuale e 26,50 euro in gruppo | L’analisi di Jfc

Maestri di sci fiduciosi sull’andamento della stagione invernale anche se sulle richieste di prenotazioni pesano l’opzione neve, che sta sempre di più diventando il tema e la non economicità della vacanza sulla neve visto che le pratiche sportive invernali in montagna stanno diventando sempre più elitarie.

Emerge dall’Osservatorio italiano del turismo montano di Jfc, giunto quest’anno al suo quindicesimo anno di rilevazione.

Il costo delle lezioni aumenterà, rispetto allo scorso anno, e sarà il seguente: un’ora di corso individuale costerà in media poco di più rispetto allo scorso anno, vale a dire 54,30 euro/media nazionale, quindi circa 1 euro/ora in più rispetto allo scorso anno (quando costava mediamente 53,50 euro); il costo di un’ora di corso collettivo subirà anch’esso un incremento, tuttavia più moderato, assestandosi a 26,50 euro/media nazionale, segnando pertanto un incremento di 0,50 euro/ora rispetto alla tariffa/media dello scorso inverno, che era di 26,00 euro.

Si tratta di medie nazionali, in quanto vi sono scuole di sci in determinate località che hanno tariffe orarie – ad esempio per i corsi collettivi – che si discostano notevolmente dalla media nazionale.

È infatti possibile spendere, per un’ora di corso collettivo, anche solo 13 euro.

Le scuole di sci italiane hanno aumentato le proprie tariffe, in visione della prossima stagione invernale, di una percentuale del 6,9% (valore medio nazionale), se comparate con le tariffe praticate in occasione della passata stagione invernale.

A differenza di quanto manifestatosi negli ultimi anni, quando l’andamento delle richieste relative alle settimane bianche era in crescita, quest’anno si manifesta un’inversione di tendenza, con un parallelo aumento delle richieste per i lunghi weekend e per i fine settimana (max 2 notti).

Anche quest’inverno diverse scuole di sci punteranno su promozioni e pacchetti, ad esempio dando la possibilità di spendere di meno se si acquistano pacchetti di ore in prevendita – con almeno sei mesi d’anticipo rispetto alla stagione invernale – oppure sconti per quantitativi significativi di ore di lezione, ma anche promozioni per nucleo familiare oppure scontistiche per attività sportive outdoor slow (se acquistate insieme alle lezioni di sci).

In merito all’organizzazione delle scuole di sci italiane, questi i dati si ‘presenteranno’ nella stagione invernale 2024/2025: 132 giornate medie di apertura stagionale a livello nazionale, che significa un’apertura di poco superiore a quella dello scorso anno, che è stata pari a 131 giornate.

Questo leggero incremento è dato soprattutto dall’incremento – già confermato – delle richieste pervenute per i periodi di bassa stagione, ma anche per l’introduzione di proposte nuove sempre in tali periodi; offerte concentrate sul tema dello slow outdoor, anche senza l’utilizzo degli sci; 73 il numero medio dei maestri che sono in organico per l’intera stagione invernale nelle scuole di sci italiane.

Di questi, diventano operativi in media 36 nei periodi di scarsa affluenza, mentre il numero di maestri operativi in altissima stagione sale a 69, sempre come media nazionale.

Scendendo nello specifico circa la suddivisione del target e delle classi di età dei clienti delle scuole, emerge che la maggiore quota della clientela – sulla base delle indicazioni fornite da scuole/maestri – sarà composta in prevalenza da bambini/ragazzi con un’età compresa tra i 7 ed i 12 anni: si tratta, questa, di una quota in leggero decremento di circa due punti percentuali rispetto ai dati consuntivo dello scorso inverno, quando si assestava al 38,8%, mentre nell’inverno 2024/2025 si prevede che questi bambini/ragazzi rappresenteranno una quota pari al 37% della clientela delle scuole di sci nazionali.

Rispetto al passato inverno risulta in crescita la quota dei bambini tra i 4 ed i 6 anni che usufruirà di una scuola di sci: si prevede saranno il 25,5% del totale della clientela (lo scorso inverno hanno rappresentato il 24,2%, sempre dato consuntivo), mentre crescerà anche – seppur lievemente – la quota degli over 44 anni, che passeranno dal 7,9% dello scorso inverno all’8,6% nell’imminente stagione invernale.

In leggera crescita anche la quota di coloro che hanno un’età compresa tra i 26 ed i 44 anni, che saranno il 14,4% sul totale dei clienti delle scuole di sci nazionali (contro il 14,2% dell’anno scorso).

In riduzione, invece, la percentuale dei ragazzi tra i 13 ed i 25 anni che si rivolgeranno ad una scuole/maestro di sci: questi clienti passeranno dal 14,8% del passato inverno al 14,5% nell’inverno 2024/2025.

Altro dato interessante da valutare è quello relativo alla tipologia di corso che i clienti delle scuole di sci richiederanno nell’inverno 2024/2025, anche comparando il dato previsionale di quest’anno con quello dello scorso inverno.

Risulta pertanto che lo scorso anno (inverno 2023/2024) i corsi per adulti – complessivamente tra quelli individuali e collettivi – rappresentavano il 31,6% sul totale dei corsi, mentre quelli per bambini/ragazzi il restante 68,4%; quest’anno (inverno 2024/2025) le lezioni per adulti calano leggermente e si posizionano al 29,3% – perdendo quindi poco più di tre punti percentuali – con un rispettivo incremento delle lezioni collettive ed individuali per bambini/ragazzi, che si assestano al 70,7%.

Nella passata stagione invernale i corsi individuali hanno rappresentato la quota maggioritaria, pari al 57,1% del totale dei corsi, mentre quelli collettivi erano in quota minore, vale a dire il restante 42,9%; nell’entrante stagione invernale 2024/2025, invece, i corsi individuali rappresenteranno una quota decisamente inferiore rispetto allo scorso anno, pari al 49% – perdendo quindi ben l’8% – contro la percentuale del 51% dei corsi collettivi.

Nello specifico, dalla rilevazione emerge come nell’inverno 2024/2025 le lezioni individuali per bambini si riducono, toccando il 31,8% contro il 34,1% dello scorso anno, mentre crescono di oltre quattro punti percentuali e mezzo i corsi collettivi per bambini/ragazzi, che si assestano al 38,9% (era al 34,3% il passato inverno).

Si riducono anche le lezioni individuali per adulti – sono pari al 17,2% quest’anno, contro il 23% dello scorso anno – mentre seguono lo stesso andamento di crescita dei corsi collettivi per bambini anche quelli per adulti, che passano dall’8,6% dello scorso inverno al 12,1% di quest’anno.

Per quanto riguarda i corsi, è da segnalare la conferma e l’incremento di due formule di servizio per i bambini più piccoli: i corsi anche per i cosiddetti superbaby, vale a dire bambini che si avviano alla pratica sportiva a partire dai 3 anni; sempre per tali bambini, ma anche per quelli di fascia di età superiore (vale a dire 4/6 anni), il servizio di baby sitter post lezione di sci.

individuale bambini 31,8% individuale adulti 17,2% collettivo bambini 38,9% collettivo adulti 12,1%.

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