La Bce sta discutendo e studiano la “moneta digitale”. Ad analizzare la questione è l’economista Stefano Micossi. «Pensavamo che l’Eurogruppo – il Gruppo dei ministri delle finanze dell’eurozona – si riunisse per discutere della crisi energetica, dell’inflazione e dell’andamento dell’economia. Invece, il comunicato finale rivela che hanno dedicato la riunione a una estesa discussione della futura moneta digitale della Bce».
«Molte banche centrali stanno studiando il tema, la Russia e la Cina e stanno già emettendo la propria moneta digitale; dunque, l’attenzione della Bce e dell’Eurogruppo è ben giustificata. Tuttavia, la notazione nel comunicato che siamo davanti a una decisione necessariamente “politica” se procedere, e la necessità di una valutazione approfondita dei costi e dei benefici sono fattori rilevanti da non disperdere», scrive sulle pagine del magazine online InPiù.net.
«Al riguardo, in un’area che già dispone di una sua moneta e di un sistema finanziario sofisticato, la possibilità di dare accesso diretto alla banca centrale a milioni di utenti privati solleva grande perplessità, principalmente perché rende la banca centrale potenziale punto d’impatto dell’instabilità finanziaria, in caso di crisi speculativa, invece che strumento per combatterla. Anche il potenziale impatto della moneta digitale sui flussi d’intermediazione bancaria appare problematica, in quanto può condurre un mutamento strutturale nella domanda di base monetaria o alla restrizione una tantum del credito».








