Nella sua rubrica “Contro Mastro Ciliegia” sul Foglio, Maurizio Crippa commenta l’ultima trovata degli ultrà ambientalisti. “Tutta la retorica assai ipocrita sulle vernici lavabili degli imbrattatori ecologici, cui si è allineato con paraculesco omaggio persino Cattelan dopo il giallo (ma lavabile) schizzato sul suo dito medio, era finzione e basta.
Dal dito per nascondere la luna, a iniziative che invece il danno lo procurano sì, e a privati cittadini, il passo è breve ed è stato fatto.
A Milano un geniale ‘Collettivo delle suv-versive’ ha sgonfiato le ruote dei suv parcheggiati.
Che sono proprietà privata, e il danno economico è già solo nel tempo occorrente a rimediare. Qualcuno ha legittimamente sporto denuncia.
Hanno lasciato un volantino di pochezza intellettuale ma di significato minaccioso, da dittatura del pensiero: «Non prenderla sul personale, non ce l’abbiamo con te ma con la tua auto di lusso».
Denunciano il maggior rischio di incidenti mortali (non è vero) poi scrivono pure: «Se il tuo suv è elettrico, chiediti come viene generata l’energia che utilizzi per caricarne la batteria: in Italia, il 60 per cento dell’energia elettrica deriva da fonti fossili».
Dunque l’obiettivo è proprio abolire le auto. E a quando la proprietà privata, di una casa o di un suv? Fascistelle, più che sovversive”, conclude Crippa.
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